109 calciatori positivi al clenbuterolo nel Mondiale Under 17: «Ma non è doping» 109 casi di positività al clenbuterolo, ma non sono considerati doping. I dati, resi noti dalla Fifa, sono relativi alla coppa del mondo di calcio under 17 disputata a giugno e luglio scorso in Messico: Jiri Dvorak, capo dei servizi medici della federazione internazionale ha infatti detto che i giocatori a cui sono state riscontrate le tracce della sostanza vietata non sono stati sanzionati perché non ritenuti casi di doping, ma positività causate da un problema di salute in Messico.
Dvorak ha spiegato che «208 campioni di urine sono stati testati durante la manifestazione presso i laboratori della Wada. È stata una grande sorpresa vedere che 109 campioni hanno mostrato la presenza di clenbuterolo, circa il 52,4% dei giocatori».
Le autorità messicane avevano ammesso che nel paese si usa iniettare ai bovini lo steroide bandito dall'agenzia mondiale antidoping. I giocatori della nazionale messicana, che ha vinto il titolo, sono stati trovati tutti negativi ma perché avevano osservato una rigida dieta a base di pesce e verdure. «Non è un problema di doping, ma di salute pubblica» ha aggiunto il responsabile medico della Fifa. Solo 5 delle 24 nazionali partecipanti non sono state toccate dalla vicenda.
Il clenbuterolo è noto per aver causato la positività del ciclista Alberto Contador nel Tour de France 2010. Lo spagnolo, per ora assolto dalla giustizia sportiva, è in attesa del verdetto definitivo del Tas.
18 ottobre 2010
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