8 mesi di carcere per il tifoso vicentino che aggredì selvaggiamente una famiglia
Condanna patteggiata a 8 mesi di reclusione per Luca Campagnolo, l’operario della provincia di Vicenza che il 22 dicembre scorso, a conclusione di Vicenza-Chievo, aggredì una famiglia di tifosi clivensi. Campagnolo era stato arrestato poco dopo dai carabinieri.
«Abbiamo creduto che ci ammazzassero. Io ero soprattutto preoccupato per i ragazzi. La notte successiva nessuno di noi ha dormito. Questa aggressione, questa violenza, ci resteranno dentro per sempre» ha raccontato al quotidiano L’Arena Massimo Scolari, 40 anni, componente della famiglia aggredita. Lui era con la moglie Rossana Cona, 39 anni, cuoca in una scuola materna, e con i due figli minorenni di 14 e 16 anni.
«Ci sono venuti addosso in quattro o cinque, non so – prosegue Scolari - hanno iniziato a dare calci, pugni in testa a tutti. Io dicevo ai mei figli di scappare via. Hanno strappato il giubbotto di mio figlio per vedere cosa indossasse e quando hanno visto la maglia del Chievo, giù botte. A mia moglie hanno gettato del vin brulè caldo in faccia, poi l’hanno riempita di botte e calci anche in pancia».
Il tribunale, presieduto dal giudice Francesca Carli (pm d’udienza Carlo Covini), ha peraltro ribadito che per un anno Campagnolo dovrà restare lontano dagli stadi di calcio. «Mi scuso per quello che ho fatto», ha fatto riferire l’uomo attraverso il suo legale Chiara Bellini, aggiungendo che non voleva fare del male. Per l’aggressione stati denunciati a piede libero anche Daniele Padovan, 29 anni, residente a Grisignano, e Alessandro Brunello, 29, residente a Monticello Conte Otto. Anche loro dovranno rispondere di lesioni.
17 gennaio 2008