Accuse dalla Francia: Armstrong si è dopato e lo farà ancora
Il mondo del ciclismo si interroga sul possibile ritorno alle corse di Lance Armstrong che inevitabilmente scatena discussioni e polemiche tra fautori e detrattori. Al di là dell’aspetto sportivo, i maggiori dubbi nascono su voci ed illazioni circa l’uso di sostanze dopanti che nel corso degli anni non è stato mai provato. L’americano nel corso della sua carriera è stato sotto le cure del dottor Michele Ferrari, accusato in passato di doping da Filippo Simeoni, e questo legame non è mai stato chiarito del tutto.
Ora le ombre su Armstrong tornano d’attualità con le accuse che Gerard Dine, professore di biotecnologia all'Ecole centrale de Paris, lancia dalle pagine del quotidiano Le Parisien: «Il ciclista americano è in possesso di una perfetta lettura del sistema e sa che l'agenzia mondiale antidoping e la Federazione internazionale del ciclismo sono in conflitto».
Uno degli elementi critici, secondo l’esperto, è il gruppo medico-tecnico che ha accompagnato Armstrong in tutta la sua carriera: «Per dieci anni, è sfuggito ai controlli. Ha blindato il settore scientifico e probabilmente dispone di un entourage medico di altissimo livello. Sapendo questo, resterà nelle regole utilizzato una quantità di prodotti dopanti, ma rimarrà pulito. Se gli si imponesse un vero passaporto biologico, come agli sciatori di fondo, andrebbe senz’altro in modo diverso».
30 settembre 2008
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