Aggressione al portiere del Gubbio, il racconto del padre: «Insultato e picchiato» E’ amareggiato Eugenio Lamanna, il portiere del Gubbio (in prestito dal Genoa) aggredito domenica scorsa dopo la gara della squadra squadra persa 2-0 ad Alessandria.
I delinquenti hanno attaccato senza motivo il portiere 21enne che si accingeva a salire sul pulman della squadra, non prima di aver salutato i genitori. Da uno dei malviventi è arrivato un pugno che, da referto medico, ha provocato a Lamanna la “frattura del pavimento orbitario destro e della lamina papiracea, frattura delle ossa nasali”, ora c’è il rischio di intervento chirurgico ma non ci sono danni per la vista fortunatamente. La questura ha fatto sapere che «Tutti i partecipanti sono stati identificati, ma al momento non ci sono denunciati. Nessuno ha usato coltelli. Il Bar Macò non è il "bar degli ultrà" dell’Alessandria. Tra i partecipanti alla rissa ci sono tifosi, ma anche semplici avventori. L’indagato, alla fine, sarà soltanto colui che ha sferrato il pugno».
Il padre di Eugenio, Cosma, racconta a La Gazzetta dello Sport quei brutti momenti: «Erano le 17.15 circa. Io, Eugenio e mia moglie ci siamo incamminati verso l’auto, a cento metri dallo stadio. Siamo passati davanti al bar. Fuori c’erano 10-15 persone che bevevano. Quando hanno visto mio figlio con la tuta del Gubbio hanno incominciato a sfotterlo: "Hai preso due gol, prendi e porta a casa". Abbiamo fatto finta di niente, ma quando una persona ha pesantemente insultato mia moglie ho risposto: "Che cosa volete? Avete vinto, non siete contenti?". A quel punto è partito il pugno che ha colpito Eugenio. Ed è scoppiato il parapiglia. Una donna con la testa color fucsia ha cercato di colpire Eugenio con una bottiglia, ma mia moglie l’ha fermata tirandola per i capelli. Il pullman del Gubbio era appena passato, alcuni giocatori hanno visto l’aggressione e così sono tornati indietro per soccorrerci, ma c’era già la polizia».
Il portiere è deluso e sconcertato per l’accaduto: «Provo rabbia e disgusto lanciarsi contro una famiglia è vile. Complimenti all’uomo che ha aggredito mia mamma, bell’esempio di coraggio. Ho giocato su molti campi "caldi" e non ho mai pensato di rischiare la vita per il calcio. E questo episodio non mi toglie la passione. Accadrà ancora a qualcun altro, si dovrebbe fare qualcosa».
28 settembre 2010
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