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Anabolizzanti tra i ciclisti amatori: mano pesante del Tribunale di Terracina

Per una vicenda di doping del 2002 mano pesante del giudice nei confronti di una farmacista e di un preparatore atletico. Il primo è stato condannato a 3 anni, il secondo ad 1 anno. Assolta un'altra farmacista e 13 cicloamatori, coinvolti nello stesso caso. Sentenza shock quella del giudice Antonio Perinelli del Tribunale di Terracina.

Vincenzo G. di 56 anni e Maria Luisa T. di 48 anni erano finiti sotto processo per aver procurato a delle persone degli anabolizzanti e per aver ricevuto 2 ricette mediche false. Il 49enne Guido I., invece, doveva rispondere dell'accusa di aver procurato e somministrato i farmaci in questione. Poi c'erano i biker, tutti residenti tra Terracina, Sabaudia, Fondi ed Anzio. Alessandro L.S. 26 anni, Giuseppe T. 24 anni, Fernando F. 25 anni, Enrico D. G. 23 anni, Davide M. 23 anni, Davide B. 24 anni, Marcello C. 46 anni, Romano N. 23 anni, Antonino L. 57 anni, Francesco T. 62 anni, Marco T. 28 anni, Mario Q. 43 anni, Massimo F. 33 anni, secondo il capo di imputazione, avevano assunto degli anabolizzanti, per alterare le loro prestazioni agonistiche (nei confronti di altri tre amanti del pedale si procede a parte, dal momento che hanno chiesto il rito abbreviato).

L'inchiesta era dell'agosto 2002. I Nas eseguirono perquisizioni ed effettuarono sequestri tanto di sostanze dopanti quanto di ricette mediche. Il pm Fabio Mascetti ha chiesto 1 anno per il dott. Vincenzo G. (gli riconosceva solo la violazione della legge sul doping) e 1 anno e 6 mesi per il preparatore atletico. Quanto alla farmacista ed a tutti i ciclisti si doveva andare all'assoluzione. L'avv. Luca Giudetti, difensore dei medici assieme all'avv. Ferdinando Serapiglia, chiedeva l'assoluzione, dal momento che i fatti erano antecedenti all'emanazione del decreto ministeriale indicante le sostanze dopanti. L'avv. Maurizio Bianchi, per conto del preparatore atletico, ha sostenuto che non esistevano prove, che avvalorassero il possesso e la somministrazione di sostanze dopanti, nonchè le prestazioni agonistiche legate alle alterazioni psico-fisiche.

Il giudice monocratico è stato severo, soprattutto nei confronti del famacista. Per lui 3 anni e l'interdizione per un anno dalla professione. Per Guido I. un anno di reclusione. Tutte le pene sono state condonate. Grosso sollievo per l'altra farmacista e per i biker, tutti assolti.

(Articolo tratto dal quotidiano Il Tempo del 28 settembre 2007).

28 settembre 2007


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