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Ancora rivelazioni shock di Sinkewitz: "Doping nella nazionale tedesca e alla Mapei"


Nuove rivelazioni da parte del ciclista Patrik Sinkewitz, squalificato per doping. Dopo tante rivelazioni sulla T-Mobile, sua ex squadra, l’atleta tedesco ha svelato retroscena inquietanti sulla nazionale tedesca. Alla Süddeutsche Zeitung ha detto di essersi preparato ai Mondiali Junior del 2000 con l'eritropoietina: «Ho cominciato ad interessarmi al doping nel 2000 - ha detto Sinkewitz - ai capiva nell'ambiente che l'Epo era diffusa. Mi sono informato con varie persone, tra le quali l'allenatore della nazionale Peter Weibel. Non mi ha consigliato di usarla, ma neppure sconsigliato».
In occasione dei Mondiali Junior del 2000 Sinkewitz, che aveva 20 anni, diede forfai poco prima della gara. All’epoca si parlò di un malanno fisico, ma Sinkewitz ha ammesso oggi che il problema era lagato all’ematocrito alto per l’uso di Epo. Secondo il racconto di Sinkewitz il tecnico Weibel avrebbe più volte controllato il sangue del ciclista trovandolo sempre con valori irregolari: «Weibel misurava regolarmente il mio tasso di ematocrito nella stanza d'albergo di Plouay (sede dei Mondiali, n.d.r.) e i valori erano sempre vicinissimi al limite. Poi, proprio il giorno prima della crono, l'ematocrito era ancora al limite e allora mi ha detto che era meglio che tornassi a casa».
Sinkewitz racconta che quando nel 2001 diventò professionista, nel team Mapei-Quick Step, il doping era usato massicciamente. «Tutti sapevano cosa prendere, come e quando – racconta Sinkwitz riferendosi a quegli anni - il doping era sistematico».
Il ciclista tedesco si dice speranzoso di tornare a correre, una volta conclusa la sua squalifica nel luglio 2008, ma è consapevole che non sarà facile trovare una squadra, avendo violato il muro dell’omertà. Sinkewitz sta anche valutando di fondare una sua squadra con altri ciclisti reduci da vicende di doping e “pentiti”.
24 novembre 2007


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