Antonio Speziale, accusato dell'omicidio Raciti, volta pagina: "Il calcio non mi interessa più"
Domenica prossima c'è Catania-Palermo. Non una partita qualunque: quasi dieci mesi fa, era venerdì 2 febbraio, in occasione del derby siciliano ci furono scontri feroci culminati con l'uccisione dell'agente Filippo Raciti. A distanza di tempo la ferita è ancora aperta: «Era meglio giocare il derby a porte chiuse» dice Marisa Grasso, giovane vedova di Raciti, commentando il divieto per i tifosi del Catania ad assistere la gara di Palermo.
«I delinquenti travestiti da tifosi che hanno aggredito la polizia e che hanno causato gli scontri in cui è morto mio marito erano etnei» aggiunge la donna commentando la decisione dell'osservatorio del Viminale sulla partita di domenica prossima al Massimino.
Marisa Grasso domenica non andrà allo stadio per «non subire altro dolore» e perché la «città non ha rispettato la memoria» di suo marito «non intitolandogli lo stadio come meritava per non dimenticare. Sono delusa da Catania». La vedova ha ricordato che il marito è morto durante gli scontri «causati da ultras del Catania, che non sono tifosi ma delinquenti».
Dura la replica dell’amministratore delegato del Catania, Piero Lo Monaco: «Mi sembra che la signora Marisa Grasso abbia un presenzialismo eccessivamente marcato, farebbe bene a parlare di meno. Non capisco le valutazioni della signora Raciti: se il Viminale ha deciso di fare giocare la gara a porte aperte è perché i tifosi del Catania hanno dimostrato di essere rispettosi delle regole. Certo, dispiace che non si siano anche i tifosi del Palermo, ma se il Viminale ha deciso così a noi sta bene comunque. Sono certo che domenica i nostri tifosi daranno comunque un ennesimo esempio di grande civiltà».
Sono giorni di dolore anche per Antonio Speziale, 18enne e principale indagato per la morte di Raciti. «Di Catania-Palermo non mi importa proprio nulla - ha detto Speziale - non voglio più sapere niente del derby o del calcio che non guardo neanche in tv». Dopo la scarcerazione, i giudici hanno deciso di affidarlo a una comunità dove vive con altri novw ragazzi e lavora come meccanico. Recuperato il quarto anno di elettronica, sosterrà l'esame di maturità.
28 novembre 2007