Bufera sull'Inter, intercettazioni scomode per Mancini, Zanetti e Mihajlovic Alla vigilia dell'ultima giornata di campionato decisiva per lo scudetto, è bufera sull'Inter di Roberto Mancini per alcune telefonate scomode.
Sia il mister che diversi giocatori neroazzurri, risultano infatti aver avuto contatti con Domenico Brescia, un latitante indagato per associazione a delinquere di stampo mafioso, connessa al traffico di stupefacenti.
Ad essere convolti nella faccenda, che rimane tutt'ora da chiarire, sarebbero Mihajlovic, Zanetti, Materazzi oltre a Mancini ai quali Brescia avrebbe procurato a prezzi vantaggiosi auto di lusso, orologi e altri oggetti di valore. I quattro comunque non risultano indagati.
Come riporta il Corriere della Sera, quasi duemila conversazioni intercorse tra Brescia e il suo socio Daniele Bizzozzero con Mancini e gli altri tesserati nerazzurri, sono arrivate in Procura a Milano e toccherà ora al sostituto procuratore antimafia Marcello Musso decidere che farne.
"Il mio assistito è amico da trent'anni di giocatori dell'Inter, frequenta abitualmente, se non quotidianamente, la Pinetina, veste diversi giocatori e l'allenatore Roberto Mancini ma non ha mai avuto rapporti illeciti con alcuno di essi". Lo afferma l'avvocato Marisa Guassardo, legale di Domenico Brescia, a proposito delle conversazioni intercettate tra il suo assistito e alcuni esponenti dell'Inter. "Attualmente - spiega l'avvocato - non ci risulta alcuna indagine su Brescia e per noi è una sorpresa leggere quello che è stato pubblicato".
15 maggio 2008
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