C'è il doping tra le cause delle aritmie cardiache letali degli sportivi agonisti
(Agenzia Asca) Il mondo dello sport, compresi gli atleti professionisti, registra un continuo stillicidio di gravi eventi cardiaci con morti improvvise. Gli sportivi presentano frequentemente aritmie cardiache - di solito benigne ma a volte potenzialmente letali - che necessitano di approfonditi controlli prima di affrontare l'attività agonistica. Una delle cause riguarda il doping: il mondo dello sport sembra non rendersi conto a sufficienza che l'assunzione delle sostanze illecite a scopo dopante e mascherante rappresenta frequentemente un grave rischio aritmico e sono comunque fonte di tante aritmie cardiache.
A lanciare l'allarme sono gli esperti che parteciperanno al Congresso internazionale le Nuove Frontiere dell'Aritmologia Sportiva, in programma dal 21 al 23 settembre a Levico Terme, in Trentino. Sono molti gli interrogativi ancora da risolvere. Perché è difficile riconoscere in tempo patologie cardiache silenti teoricamente potenzialmente letali? E perché la rianimazione cardiaca sul campo non viene impiegata tempestivamente e razionalmente? Il doping, come detto, è una delle cause più importanti di aritmie cardiache anche gravi e mortali in atleti e sportivi di ogni età.
La somministrazione di prodotti illeciti a breve, medio e lungo termine irrita e mina in maniera severa il cuore. A correre i maggiori rischi sono soprattutto gli atleti non professionisti che non godono di una assistenza medica costante e che si affidano ad assunzione fai da te delle sostanze. Drammi che si consumano in silenzio, al di fuori dei circuiti ufficiali ma che ogni anno colpiscono nel mondo migliaia di praticanti di tutte le categorie sportive.
20 settembre 2007