Calcio, Hector Cuper alle strette: è accusato di aver preso 200 mila euro dalla camorra A ottobre, quando saltò fuori che era stato iscritto nel registro degli indagati, Hector Cuper negò qualsiasi coinvolgimento, diretto o indiretto, nei guai del calcioscommesse italiano.Ora però la Gazzetta dello Sport rilancia, ipotizzando che all'ex tecnico di Inter e Parma siano stati dati 200mila euro dalla camorra. Gli uomini della malavita campana, attivi nel calcioscommesse, avrebbero incontrato Hector Cuper in Spagna consegnandogli 200 mila euro in cambio di "dritte" sicure sui risultati di due partite del campionato iberico e di due di quello argentino, nella stagione 2006-2007. La “dritta” sarebbe arrivata in Campania dove il clan D’Alessandro l’ha utilizzata per scommesse che dovevano fruttare milioni di euro sul circuito straniero. Dovevano, perché qualcosa è andato storto: un match si è concluso in modo diverso rispetto al previsto.
L'accusa che la Dda di Napoli rivolge all'allenatore argentino, nell'ambito dell'inchiesta su clan e calcioscommesse, fa emergere anche alcuni particolari pittoreschi, con i soldi che sarebbero stati nascosti nei calzini e nelle mutande dagli emissari dei clan. Secondo la Gazzetta dello Sport, in possesso degli inquirenti partenopei ci sarebbe una registrazione effettuata in Spagna da uno dei camorristi. Andato fino a Santander, affrontò l’allenatore, insultandolo, minacciandolo e registrando ogni parola. In Italia però lo attendevano le forze dell’ordine che lo fermarono, sequestrando la registrazione. A questo punto sono stati gli investigatori italiani a partire per la Spagna per interrogare Cuper. La deposizione è definita «penosa» con un’ammissione poco verosimile: «Sì, dei napoletani mi hanno portato dei soldi. Erano di mia suocera (vive in Argentina, n.d.r.) e servivano a restaurare una casa…». Cuper ora rischia l’accusa, tra l’altro, di riciclaggio.
Le mani del clan D’Alessandro di Castellammare di Stabia sul calcio straniero è uno dei filoni più interessanti dell’inchiesta napoletana che fa capo alla Direzione distrettuale antimafia (Dda) coordinata da Rosario Cantelmo con i sostituti Pierpaolo Filippelli e Claudio Siragusa. I magistrati da tempo hanno nel mirino i continui affari che la camorra effettua con le scommesse, riciclando vagonate di denaro incassate dal traffico di stupefacenti. Seguendo un’indagine di questo tenore si è arrivati a Cuper. Gli inquirenti non credono a una sola parola detta dall'ex allenatore dell'Inter. Sono convinti di avere in mano riscontri evidenti per provare il riciclaggio. E forse l’avvocato italiano di Cuper ha fatto capire la stessa cosa al suo assistito. C’è stata infatti, nei giorni scorsi, una richiesta arrivata alla Dda: il legale ha proposto un nuovo incontro, questa volta a Napoli e senza rogatorie. L’allenatore è disposto a collaborare? Staremo a vedere. Resta da capire la gestione del business internazionale ad opera dei D’Alessandro che si stanno espandendo soprattutto in Romania e in Sudamerica, dove alcuni esponenti avrebbero già preso di mira alcuni club.
Certo, la carriera del tecnico è a rischio: in Spagna è andato via dal Santander poche ore dopo l’interrogatorio (ufficialmente si parlò di dimissioni per scarsi risultati), da fine dicembre ha trovato squadra in Turchia (Orduspor). Vedremo come reagiranno i dirigenti turchi quando sapranno questa storia. E soprattutto: che cosa penseranno i tifosi interisti ripensando allo scudetto perso il 5 maggio 2002 e sapendo che sulla panchina nerazzurra era seduto un uomo che per i magistrati napoletani ha preso 200 mila euro dalla camorra?
19 gennaio 2012
Pagine correlate Calcio
Commenti e opinioni
Scrivi
il tuo commento sulla pagina
'Calcio, Hector Cuper alle strette: è accusato di aver preso 200 mila euro dalla camorra '
Contatti
Per contattare la redazione del sito Spysport scrivere all'indirizzo email spysport@libero.it
Link e bibliografia
Link utili per approfondire il tema Calcio Calcioscommesse Cuper
Segnala un sito/link di approfondimento
|
|