Calcio, il capo dell'antidoping brasiliano accusa: "Ronaldo imbottito di anabolizzanti"
«Tutta colpa del Psv Eindhoven. In Olanda hanno dato anabolizzanti a Ronaldo quando era un ragazzino: la sua muscolatura è diventata incompatibile con la struttura ossea delle sue ginocchia». Bernardino Santi, coordinatore dell'antidoping della federcalcio brasiliana (CBF) a San Paolo, punta il dito contro il Psv Eindhoven dopo l'ultimo infortunio dell'attaccante del Milan: sarebbero stati i metodi utilizzati in passato dai medici a condizionare lo sviluppo fisico di Ronaldo, che approdò 18enne al club olandese nel 1994 e vi rimase due anni.
«Ho parlato con colleghi olandesi, con persone che conoscono gli uomini del Psv - spiega Santi al quotidiano Folha di San Paolo - non sono arrivato a parlare con i dottori del Psv. Loro somministravano integratori vitamici a Ronaldo. Tra queste sostanze però c'erano anche anabolizzanti che potrebbero averlo fatto crescere più del previsto».
Gli infortuni, compreso quello accusato mercoledì, sarebbero «la conseguenza di una crescita muscolare eccessiva. Lui ha accumulato massa in poco tempo, quando non era ancora arrivato alla fine dello sviluppo. Gli effetti dell'uso di steroidi si vedono 10, 15 o anche 20 anni dopo». Le dichiarazioni di Santi non sono passate inosservate: la federcalcio brasiliana ha immediatamente licenziato il medico dopo aver preso le distanze dalle sue affermazioni.
15 febbraio 2008