Calcio, nuova mazzata su Mutu: deve pagare 17 milioni al Chelsea Nuova mazzata su Adrian Mutu che si è visto respingere al mittente il ricorso contro la multa inflittagli per la squalifica per cocaina ai tempi del Chelsea. L'attaccante della Fiorentina, che era stato condannato dal Tribunale arbitrale per lo sport (Tas) a pagare 17,1 milioni di euro al suo ex club inglese ''per violazione del contratto di lavoro'', si e' così' visto confermare la sanzione record dal tribunale federale svizzero che ha sede a Losanna.
«C'è poco da dire, è una grossa ingiustizia» ha commentato alla media romeni il padre dell'attaccante della Fiorentina Spiridion Mutu mentre fra le tante ipotesi che stanno circolando in Romania c'è pure quella che prevede il ritiro dal calcio dell'attaccante (ancora legato alla Fiorentina fino al 2012) e squalificato fino a fine ottobre dal tribunale antidoping del Coni per doppia positività alla sibutramina (uno stiomolante) riscontrata a gennaio 2010 al termine delle gare col Bari (campionato) e Lazio (Coppa Italia).
L'asso rumeno ha fatto sapere più volte di non disporre di una cifra simile: «Non l'avrei neppure se non avessi speso nulla di quanto guadagnato finora». Il manager del giocatore, Victor Becali fa capire che si potrebbe aprire un nuovo processo alla Corte Europea, mentre tra i legali di Mutu come Paolo Rodella - che intanto esclude che Adrian possa pensare di lasciare il calcio per tale vicenda precisandolo più volte - si ritiene possibile anche arrivare alla Corte di giustizia per i diritti dell'uomo. Certo è che il caso-Mutu tiene in sospeso anche la Fiorentina che ha messo sul mercato il giocatore capace comunque in questi 5 anni di saper convivere con questa spada di Damocle dopo il braccio di ferro con il Chelsea iniziato nel 2004 in seguito all'esito di un test a sorpresa voluto dal club inglese. Test che aveva trovato il romeno positivo alla cocaina, di qui il licenziamento (nonostante un contratto ancora di 4 anni) e la squalifica di 7 mesi.
Nel corso degli anni Mutu, sperando di cancellare la sanzione da oltre 17 milioni quale indennizzo chiesto dal Chelsea per danni d'immagine e interruzione del rapporto ''non per responsabilità propria'', si era prima rivolto al Tas, che aveva respinto il suo ricorso nel luglio 2009, per poi ricorrere anche al Tribunale federale svizzero. Nella sua dichiarazione il Tribunale federale spiega ''d'aver prima di tutto respinto gli argomenti con i quali il calciatore aveva messo in dubbio l'imparzialità di due dei tre arbitri che hanno emesso la sentenza del Tas''. Il Tribunale federale sottolinea inoltre che il suo ruolo non era di giudicare il caso, ma di ''riconsiderare se l'importo del risarcimento da riconoscere al club londinese violasse il valori fondamentali che ogni ordinamento giuridico dovrebbe osservare''.
La giustizia elvetica ha così concluso che il ricorso del fantasista romeno non era fondato. Nella sua sentenza, il Tribunale federale precisa inoltre che i danni che Mutu deve pagare al Chelsea non vanno contro il diritto del lavoro e non costituiscono un ''ostacolo inammissibile al suo futuro economico''.
14 giugno 2010
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