Calcio, Paolo Maldini indagato per corruzione e spionaggio L'ex calciatore del Milan, Paolo Maldini, è indagato dalla procura di Milano per corruzione e accesso abusivo al sistema informatico dell'anagrafe tributaria, nell'ambito di un'inchiesta, chiusa oggi e che nei mesi scorsi ha portato in carcere un funzionario dell'agenzia delle entrate. A quanto si è appreso, assieme all'ex capitano rossonero, è indagata anche la moglie, Adriana Fossa.
Maldini era stato intercettato il 26 gennaio 2009 dai militari del nucleo provinciale della Guardia di Finanza mentre chiedeva a Luciano Bressi, funzionario dell'Agenzia delle entrate di Milano 1, se fosse stato possibile fare una verifica fiscale nei confronti di Alessandro Paolo Baresi in vista di una operazione immobiliare in Toscana, alla quale Maldini intendeva partecipare. Per questo il pm Paola Pirotta lo ha indagato per concorso in accesso abusivo nel sistema informatico dell'anagrafe tributaria. Bressi, nel giugno scorso, è stato arrestato.
«Volevo fare una piccola... - dice Maldini al telefono - verificare su su su Alessandro (Baresi, n.d.r.) eh... Come si puo' fare (...) Su di lui si può fare una verifica eh... fiscale su di lui... Nel senso se ha avuto problemi con la giustizia ad esempio eh .. Oppure se ha avuto problemi con il fisco».
ll nome di Maldini e della moglie, insieme a quello di altre 43 persone (fra cui il giornalista sportivo Davide De Zan) figura infatti nell'atto di chiusura dell'inchiesta (che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio) sulle pratiche illecite per ottenere trattamenti fiscali più favorevoli attraverso la corruzione di dirigenti dell’Agenzia delle Entrate.
L’inchiesta era partita dalle intercettazioni a carico di Bressi, arrestato nello scorso giugno dopo che si era riciclato come commercialista per i vip. Un dirigente dalle frequentazioni importanti e molto discusso, questo Bressi. A lui Maldini si era rivolto per chiedere se era possibile fare una verifica fiscale a carico di Baresi. La telefonata, però, era stata intercettata dalla Guardia di Finanza. Maldini è dunque accusato dal pm Pirotta di essersi introdotto abusivamente, in concorso con Bressi, nel sistema informatico dell'anagrafe tributaria.
L'accusa di corruzione si riferisce invece ai pagamenti effettuati dallo stesso Maldini a Bressi "al fine di ottenere trattamenti fiscali più favorevoli". O meglio ancora, per evitare controlli da parte dell’Agenzia delle entrate diretta, all’epoca, da Bressi. A lui, secondo l’accusa, i coniugi Maldini hanno offerto, oltre ad una somma in denaro (per le prestazioni professionali regolari), anche la “procura speciale” della società Velvet sas, carica dalla quale scaturivano “ingenti corrispettivi in nero”, per una somma non inferiore a 185mila euro.
È invece diversa la posizione di De Zan, accusato di avere pagato un funzionario per ottenere informazioni sui colleghi Sandro Piccinini e Paolo Ziliani, suoi diretti superiori a Mediaset Sport. Oltre a Maldini e De Zan, nel faldone dell’inchiesta si incontrano poi anche i nomi del papà di Paolo, l’ex ct della nazionale Cesare, di Walter Zenga e del dj Ringo. Nessuno di loro però risulta indagato. Tutti sarebbero transitati dall’ufficio di Bressi per chiedere, a vario titolo, informazioni di carattere fiscale. Del resto il funzionario era bene introdotto nel mondo dei vip e millantava conoscenze altolocate, fra cui quella con il ministro Tremonti. Ovviamente mai provata.
Maldini, attraverso il suo legale, si è detto «tranquillo e sereno». Ed ha aggiunto di essere «certo di poter dimostrare l’assoluta estraneità sua e di sua moglie, le cui posizioni dovevano essere quelle di parti lese e non certo di indagati».
22 aprile 2010
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