Calciopoli, battaglia in tribunale tra la difesa di Moggi e i pm Battaglia era stata annunciata e battaglia è stata. Alla ripresa del processo per Calciopoli 2006, alla nona sezione penale di Napoli, difesa e accusa se le sono date (legalmente parlando) di santa ragione: la prima ha preso di mira Giacinto Facchetti e l’Inter; la seconda ha voluto sottolineare ancora una volta come Luciano Moggi, attraverso le sim svizzere, avesse rapporti privilegiati con i designatori Bergamo e Pairetto.
I legali dell’ex dg della Juventus, il principale dei 23 indagati, hanno richiesto l’ammissione di 75 nuove intercettazioni e l’acquisizione di un tabulato con 3000 contatti tra alcuni club di Serie A e gli indagati. Richiesta accettata dalla procura, per la quale queste nuove intercettazioni finirebbero per sostenere l'impianto accusatorio sull’esistenza di una “cupola”. Il giudice si aspetta l’elenco per il 20 aprile: con ogni probabilità saranno ammesse. La linea difensiva di “Big Luciano” è chiara: dimostrare che tutti avevano contatti con i capi degli arbitri: «tutti parlavano, la cupola non esisteva, nessuno è colpevole».
I momenti di maggiore tensione durante il controesame del tenente-colonnello Attilio Auricchio, responsabile delle indagini. Uno dei due legali di Moggi, l’avvocato Trofino, ha letto un’intercettazione con l’allora presidente dell’Inter Facchetti e Bergamo, in cui il dirigente dice all’ex designatore «mettimi Collina nella griglia». «È la madre di tutte le telefonate» dice Trofino. La risposta di Auricchio: «Non l’abbiamo ritenuta importante. Tra Moggi e i designatori su sim svizzere ci sono stati 104 contatti in entrata e 74 in uscita con Bergamo; 72 in entrata e 128 uscita con Pairetto». Chiusa l’udienza, prossimo round il 20 aprile.
LA FIGC E' ALLA FINESTRA
Luciano Moggi è visibilmente soddisfatto. «Sono state sbugiardate tante cose dette in precedenza. E non finisce qui. Nelle prossime udienze tireremo fuori altre conversazioni inedite che riguardano Inter e Milan». Il pm Giuseppe Narducci dà troppo peso alle novità emerse in aula e a quelle annunciate per le prossime udienze: «Le nuove intercettazioni non spostano alcunché. A chi le dovesse ritenere inopportune e disdicevoli sul piano morale e dei comportamenti, diciamo che noi ragioniamo sui reati. E se c'é in corso un'operazione di mistificazione che vuole cancellare i fatti reato con altre finalità, la procura della Repubblica sta qui a lavorare». La battaglia, senza esclusione di colpi, è appena cominciata. La Figc rimane testimone interessato, perché le nuove rivelazioni telefoniche potrebbero aprire una nuova inchiesta sportiva.
13 aprile 2010
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