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Calciopoli bis, annullate le squalifiche a Moggi e De Santis

Accolti i ricorsi di Luciano Moggi, Marco Gabriele, Massimo De Santis e Paolo Bertini; respinti invece quelli di Antonio Dattilo, Stefano Cassarà, Marcello Ambrosino, Salvatore Racalbuto, Mariano Fabiani e Tiziano Pieri: sono queste le decisioni adottate dalla Corte di Giustizia federale, a seguito dei deferimenti del Procuratore federale nel procedimento relativo alle schede sim svizzere.

Moggi, all'epoca dei fatti dg della Juventus, e gli altri erano stati deferiti dalla commissione disciplinare della Figc sul secondo filone di indagine su Calciopoli, per «aver costituito un sistema di comunicazioni telefoniche riservate» tramite utenze sim svizzere in prossimità dei sorteggi arbitrali e delle partite. A Moggi erano stati inflitti 14 mesi di inibizione, Gabriele e Bertini erano stati squalificati un anno e sei mesi, De Santis per sei mesi. Restano invece confermati i quattro anni di inibizione per Fabiani (all'epoca dei fatti dirigente del Messina) e l'anno e i sei mesi di squalifica degli altri.

Nelle motivazioni della sua decisione la Corte federale ha ritenuto fondata l'eccezione di carenza di giurisdizione sollevata dalla difesa di Moggi e Gabriele. La Corte in particolare «rileva che la rinuncia da parte di un tesserato federale a tale sua qualità, intervenuta anteriormente all'inizio di un procedimento disciplinare instaurato a suo carico» rende il dimissionario «non più soggetto al vincolo di giustizia di cui all'art. 30 dello Statuto Federale e di conseguenza non più sottoponibile al giudizio disciplinare dell'ex tesserato, che ormai non fa più parte dell'ordinamento sportivo».

La Corte precisa comunque che «l'insussistenza del vincolo di tesseramento» comporta «la conseguente impossibilità di decorso dei termini prescrizionali». Per quanto riguarda invece i casi di Bertini e De Santis, la Corte ha ritenuto di accogliere i loro ricorsi in quanto già coinvolti nel precedente giudizio di Calciopoli.

27 ottobre 2008

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