Calciopoli, le intercettazioni sull'Inter erano state segnalate ma scomparvero Un nuovo uragano potrebbe abbattersi su Calciopoli. Si cerca l'anello mancante che ha fatto sì che le intercettazioni che vedevano coinvolte l'Inter non siano mai arrivate nelle carte dell'inchiesta, penale e sportiva. Tuttosport e Gazzetta dello Sport hanno aperto un importante "squarcio" sulla vicenda. Sembra proprio che le inercettazioni, mai arrivate ai pm, erano però state regolarmente segnalate dagli inquirenti, coordinate dal colonnello Attilio Auricchio.
Secondo il codice prestabilito dagli inquirenti la telefonata ritenuta non rilevante non era contrassegnata in alcun modo, quella poco rilevante con un baffo verde, quella rilevante con due baffi gialli e quella rilevantissima con tre baffi rossi. Per il quotidiano sportivo, le telefonate sono state tutte segnalate dai carabinieri che erano impegnati nelle intercettazioni, i quali hanno contrassegnato la telefonata Moggi-Bergamo sulla griglia con tre baffi rossi, esattamente come la telefonata Facchetti-Bergamo su Bertini (il famoso 5-4-4). Questa telefonata però, non arrivo mai ai pm e lo stesso Palazzi, nella sua recente relazione su Calciopoli, ha previsto l’illecito sportivo per la violazione dell’articolo 6 per quella conversazione. Mentre la famiglia Agnelli promette di ricorrere alla giustizia ordinaria, si continua a cercare eventuali responsabili di un possibile depistaggio nelle indagini della Procura di Napoli.
31 luglio 2011
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