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Calciopoli, un ex guardalinee racconta di un favore all'Inter


L’Inter trema. A distanza di 3 anni e mezzo anche il suo nome entra nell’inchiesta di Calciopoli, seppur, per ora, solo nelle parole di un testimone. Il suo nome è Rosario Coppola, ex guardalinee e bancario salernitano che ha svolto il ruolo di assistente fino al 2002. Coppola ha raccontato di aver accolto l'appello a collaborare rivolto, nei giorni caldi dell'inchiesta di Calciopoli, al mondo del calcio dall'allora capo dell'ufficio inchieste Francesco Saverio Borrelli e di aver quindi deciso di presentarsi spontaneamente ai carabinieri. E ciò allo scopo di illustrare agli investigatori il sistema di raccomandazioni e segnalazioni che avrebbe visto protagoniste, a suo dire, tutte le società di calcio a cominciare dalle più blasonate.

A tale proposito ha citato un solo episodio specifico, ovvero una presunta segnalazione, da parte di Gennaro Mazzei (collaboratore dei designatori Bergamo e Pairetto) ad ammorbidire il referto per evitare la squalifica di due giornate inflitta, dopo un Inter-Venezia, al difensore neroazzurro Ivan Cordoba. Tuttavia la vicenda della squalifica di Cordoba non l'aveva riferita ai carabinieri dai quali si era recato, come hanno sottolineato alcuni legali di parte civile. Quella circostanza - ha replicato il testimone - egli l'aveva invece riferita ma gli investigatori non l'avrebbero verbalizzata perchè «l'argomento non era interessante», gli avrebbero spiegato, in quanto non era una vicenda che risultava dalle indagini svolte e dalle intercettazioni telefoniche. «Ricorda i nomi dei carabinieri che la interrogarono?», ha domandato un legale. E Coppola: «No, avevano nomi di copertura...».

Una vicenda che potrebbe essere chiarita nelle prossime udienze quando saranno chiamati a testimoniare i carabinieri che svolsero le indagini. Coppola, rispondendo alle domande del pm Stefano Capuano, ha cominciato affermando che Mazzei (imputato in questo processo) era solo un «prestanome» e che di fatto anche le designazioni dei guardalinee «le facevano Bergamo e Pairetto». Poi ha parlato di «raccomandazioni e segnalazioni che provenivano dall'esterno, come questori e preti, e da parte delle società». Dal canto loro i guardalinee facevano di tutto «per farsi raccomandare da dirigenti» e ciò «per avere visibilità e entrare in un certo giro». Per il testimone «tutte le società chiedevano piaceri, soprattutto certe società che avevano un peso maggiore».

Quando è stato invitato a riferire qualche episodio specifico, Coppola ha citato un unico caso, la squalifica inflitta a Cordoba per una gomitata al calciatore del Venezia Stefano Bettarini. Mazzei lo avrebbe sollecitato ad ammorbidire il referto facendo riferimento a sollecitazioni a sua volta ricevute («chiamavano da Milano»): egli tuttavia non modificò il referto e - ha affermato - da allora non partecipò più alle partite di Serie A. L'ex assistente si è poi soffermato sulla posizione dell'ex dirigente del Milan per il settore arbitri Leonardo Meani. Ha ricordato che questi era molto conosciuto nel loro ambiente: «Un po' tutti gli assistenti si rivolgevano a Meani», ha detto.

In apertura di udienza ha testimoniato l'ex dirigente del Parma Luca Baraldi (attualmente dirigente del Bologna), la cui deposizione si è incentrata sulla famosa Lecce-Parma 3-3 (partita definita, in seguito a una intercettazione, come «il delitto perfetto»). Baraldi ha ricordato che sei giocatori della squadra emiliana furono ammoniti, di cui tre nel giro di un quarto d'ora. Ed ha confermato la circostanza secondo cui il parmense Vignaroli, protestando per l'espulsione di un compagno di squadra, si sentì dire dall'arbitro De Santis: «Stai zitto, la partita non ve la farò mai vincere».

Avendo appreso tale episodio, chiese al segretario della Figc Francesco Ghirelli di essere ascoltato da inquirenti federali. Ghirelli gli avrebbe risposto «guarda, aspettiamo...» e solo quando Baraldi annunciò di voler convocare una conferenza stampa «l'indomani arrivarono i magistrati che mi interrogarono», ha ricordato. Il processo riprenderà il 15 dicembre prossimo: in aula dovrebbe testimoniare l'ex presidente della Federazione Franco Carraro.

4 dicembre 2009



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