Calcioscommesse, Doni: «Ho fatto solo il bene dell'Atalanta». In Lega c'era una talpa L'ex idolo dei tifosi atalantini Cristiano Doni ha ammesso la sua partecipazione al giro dellescommesse truccate che l'ha portato in carcere, ma ha tenuto a precisare davanti ai magistrati: «Ho aderito all'iniziativa illecita delle scommesse», ma «solo per la passione che mi legava alla mia squadra e la speranza di poterla portare all'obiettivo di quella stagione», ovvero la Serie A perl'Atalanta.
Per questo è finito nei guai con la giustizia ordinaria e quella sportiva, tanto che, in fibrillazione prima di comparire davanti al procuratore sportivo Stefano Palazzi, non esitò a trovare una “talpa” in Lega Calcio a Milano, con il suo collega Thomas Manfredini e l'ex marito di Simona Ventura, Stefano Bettarini. Si tratta, stando alle indagini, della segretaria del Giudice sportivo, Stefania Ginesio.
Nelle migliaia di atti depositati nell'inchiesta, infatti, si legge che da lei i calciatori ricevevano «particolari dell'inchiesta diversamente a loro sconosciuti» e ricevevano «preziosi consigli sulla strategia da riferire ai propri legali per contrastare le accuse del procuratore federale». In alcune conversazioni, annotano gli agenti della polizia di Stato, la donna «non nasconde di poter arrivare facilmente a raggiungere gli appartenenti alla Commissione per indirizzare la sentenza in favore dei calciatori, anche se poi non emerge alcun elemento che possa avvalorare questa sua possibilità. E’ comunque indubbio - concludono gli investigatori - che la stessa, appartenendo comunque all'organo federale della Lega Calcio, possa di conseguenza facilmente riconoscere alcuni membri della Commissione giudicante».
Stando a quanto raccontato da Doni nell'interrogatorio, la manipolazione della partita che più l'ha inguaiato, Atalanta-Piacenza, del 19 marzo 2011, serviva proprio a far ottenere alla squadra orobica la Serie A. «Io per l'Atalanta ho sempre giocato con il massimo impegno - ha spiegato accoratamente Doni al Gip Guido Salvini e al procuratore della Repubblica Roberto Di Martinonell'interrogatorio di garanzia - e non ho guadagnato nulla dai fatti che ho raccontato». Fu avvicinato per Ascoli-Atalanta, sempre dello scorso campionato, ma ha raccontato di non averevoluto incontrare l'ascolano Micolucci, coinvolto nella combine, e ha aggiunto di non avere avuto la sensazione di una particolare arrendevolezza da parte dell'Ascoli nel corso della partita durante la quale, tra l'altro, era in panchina.
Diverso quanto accaduto per Atalanta-Piacenza: fu l'ex amico e preparatore atletico dei portieri del Ravennna, Nicola Santoni, a dirgli che il Piacenza era disposto a perdere. Il referente era Carlo Gervasoni, anch'egli arrestato. Si incontrarono davanti agli spogliatoi e il piacentino gli disse: «Tutto bene», segno che l'accordo era stato raggiunto. Di Padova-Atalanta gli parlò il suo amico Antonio Benfenati che pronosticò un pareggio. Doni fece la ricognizione del campo per vedere se gli veniva incontro qualcuno, ma non accadde. A lui sembrò «una partita vera». La scheda telefonica intestata a un dipendente romeno dello stabilimento balneare “I figli del sole” di Cervia, per evitare intercettazioni gliela diede Benfenati, senza preavviso, e se ne liberò qualche tempo dopo. Quella scheda è una delle ragioni del suo arresto. Tutto ciò, secondo Doni, «solo per l’Atalanta».
27 dicembre 2011
Pagine correlate Calcio
Commenti e opinioni
Scrivi
il tuo commento sulla pagina
'Calcioscommesse, Doni: «Ho fatto solo il bene dell'Atalanta». In Lega c'era una talpa '
Contatti
Per contattare la redazione del sito Spysport scrivere all'indirizzo email spysport@libero.it
Link e bibliografia
Link utili per approfondire il tema Calcio Calcioscommesse Doni
Segnala un sito/link di approfondimento
|
|