Calcioscommesse, l'avvocato di Masiello: «Andrea si è liberato di un peso»
Salvatore Pino, avvocato di Andrea Masiello, testimone chiave nelle inchieste di Bari e Cremona sul calcioscommesse, è intervenuto oggi a Sky Sport 24. Ecco l'intervista.
“C’erano dei giorni in cui avevo persino paura di accendere la macchina e saltare in aria”. Qual è il suo commento a queste dichiarazioni del suo assistito?
Tengo a fare qualche precisazione. Innanzitutto, come sapete, il verbale è coperto da un decreto di secretazione e quindi mi atterrò scrupolosamente al rispetto di questi limiti.Detto questo, oggi ho letto su alcuni quotidiani anche abbastanza importanti delle enfatizzazioni e delle esagerazioni che non rendono assolutamente lo specchio di quello che è stato l’interrogatorio di ieri, nel senso che il mio assistito non ha assolutamente fatto riferimento a malavita organizzata, con cui non ha mai avuto contatti e quindi non ha proprio idea di dove queste notizia possano essere scaturite. Posso aggiungere, posto che si tratta di giornalisti professionisti che godono della mia stima, che questi giornalisti con ogni probabilità hanno delle altre fonti e hanno anche potuto sovrapporre, ma questa è una mia supposizione, notizie che hanno per loro conto e che riguardano altri spezzoni dell’indagine con ciò che invece ha riguardato il mio assistito e che il mio assistito ha potuto riferire.
Nessuno sapeva dove alloggiavate a Bari e dove sarebbe avvenuto l’interrogatorio. Questo ha creato dei sospetti anche sull’incolumità del giocatore
Questo lo capisco però non vi sarà sfuggito certamente che a Bari c’era un tam tam tra tifosi giustamente indispettiti da tutto quello che sta succedendo. E quindi è vero che se noi siamo arrivati a Bari con qualche cautela, ma non con le esagerate cautele che ho letto sui giornali e che mi fanno anche un po’ sorridere, era solo dovuto a quest’aspetto. Sarebbe stato sgradevole per Andrea Masiello poter incontrare un po’ di gente pesantemente indispettita con lui. Tutto qui. E quindi non vorrei che si scambiassero delle cautele di mero ordine pubblico con delle cautele che invece vanno riservate a indagini di altro rango dove effettivamente è coinvolta la criminalità organizzata.
Pare che questo “meccanismo barese” fosse alla base del calcioscommesse. Cosa ci può dire a questo proposito?
Io posso solo parlare del mio assistito, peraltro, paradossalmente, in maniera molto limitata proprio per questo legittimo e benvenuto decreto di secretazione. Però, detto questo, dall’attenzione che non vi manca potrete fare voi le vostre valutazioni scorrendo un po’ la storia di questa indagine giudiziaria e anche di quella cremonese. Anch’io ho letto qualcosa in riferimento a una serie di soggetti che sono stati a vario titolo coinvolti, poi le deduzioni le lascio a voi giornalisti, io mi occupo del mio assistito che obiettivamente i suoi problemi, tengo a specificarlo, li ha maturati a Bari.
Andrea Masiello ha voluto lui testimoniare? Ha chiesto lui di essere ascoltato?
Sin dal primo momento.
Sia a Cremona sia a Bari ha confessato di aver partecipato a queste combine?
Non mi metta nella condizione di eludere con qualche risposta agli obblighi di segreto a cui devo attenermi, mi pare si sia scritto tantissimo. Io mi sto lamentando di qualche enfatizzazione, di qualche virgolettato di troppo perché, francamente, prima o poi vedrete che ho ragione, che vi sto dicendo il vero in questo momento, vedrete che non è così. Poi, è chiaro che c’è anche dell’altro, questo lo apprenderete a tempo debito.
Il fatto che abbia chiesto di essere ascoltato sarà fondamentale per il futuro di Andrea Masiello?
Io, ovviamente, da difensore me lo auguro. Lui non aveva questa visione strategica, aveva un suo senso interiore molto più immediato, non caratterizzato da particolari disegni relativi ai risultati da ottenere in futuro. È un ragazzo molto per bene, una persona semplice, schietta, come lo sanno essere i toscani, credo che questo sia stato un suo moto interiore, quello di liberarsi di questo peso perché ha bisogno di sentirsi tranquillo e sereno per continuare a giocare. Peraltro mi dicono che sia anche molto bravo, è un giocatore che non conoscevo, non l’ho mai seguito da vicino perché ha militato in squadre che non riscuotevano la mia simpatia calcistica, il mio tifo. E quindi se effettivamente dovesse riuscire a rimettere un po’ il timone sulla rotta giusta, penso che anche il calcio ne guadagnerebbe qualcosa.
26 gennaio 2012
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