Carlo Mazzone indagato per la morte di Beatrice: venerdì sarà in tribunale
Carlo Mazzone è indagato per omicidio preterintenzionale per la morte di Bruno Beatrice, avvenuta il 16 dicembre 1987 per leucemia. L’allenatore romano è finito nell’inchiesta perché tecnico della Fiorentina dall’estate 1975 al dicembre 1977 e verrà interrogato venerdì dalla magistratura. «Venerdì sarò a Firenze per essere ascoltato dal magistrato – ha commentato lo stesso Mazzone - ma non so cosa potrò dire su questa vicenda, io ho fatto l'allenatore. Sono sereno».
«Non sapevo nulla, me lo sta dicendo lei adesso – ha detto Mazzone - gli inquirenti sono venuti qui ad Ascoli qualche tempo fa per sapere cosa succedeva e ho risposto che io ero uomo di campo: di ciò che accadeva in infermeria non sapevo nulla, né ho mai interferito con il lavoro dei medici. Sono tranquillo, credo che sia un atto dovuto. Quando sono venuti ho detto solo che avevo avuto l'onore di allenare quel povero ragazzo. Comunque sono tranquillo».
Da quanto emerso dalle indagini coordinate dal pm di Firenze Bocciolini il calciatore Beatrice fu sottoposto a trattamenti medici dannosi per la salute. Secondo una perizia medica chiesta dal magistrato «sussiste una compatibilità fra la massiccia terapia Roentgen praticata nel 1976 e la leucemia acuta diagnosticata a Beatrice nel 1985».
L'inchiesta, nella quale sono coinvolti anche due ex primari, è nata in seguito ad un esposto presentato dalla vedova di Beatrice, Gabriella Bernardini, e si è poi allargata ad altri casi di morti e malanni sospetti fra ex calciatori della Fiorentina, che durante la loro attività avrebbero assunto anche svariati medicinali come Micoren e Cortex.
Oggi, a Radio Blu, ha parlato Claudia Beatrice, figlia dell’ex calciatore deceduto, che si è detta speranzosa di conoscere finalmente la verità: «Cosa provo? Un mix di dolore e gioia, speriamo che venga finalmente fatta giustizia. Il prossimo 16 dicembre sono 20 anni che è morto. Insieme a lui se ne è andata parte della nostra famiglia, forse lui ci ha guidato da lassù per avere questa svolta come regalo di Natale. Mio padre e i suoi compagni prendevano sostanze o facevano terapie non per loro iniziativa, ma perché erano i medici a indirizzarli. Adesso purtroppo ci sarà da vedere il nuovo ciclo degli anni 80-90, le conseguenze del doping».
11 dicembre 2007