Catania, deferito il dirigente Lo Monaco per aver foraggiato la tifoseria
«Il Catania aspetta sereno, perchè tutto sarà chiarito». È la posizione della società etnea dopo la decisione del procuratore federale della Figc, Stefano Palazzi, di deferire l'amministratore delegato e legale rappresentante della società, Pietro Lo Monaco, «per avere contribuito nel corso della stagione sportiva 2006-2007, attraverso il rilascio gratuito di abbonamenti, al mantenimento di gruppi organizzati di tifosi». Il Catania è deferito per responsabilità oggettiva.
L'indagine della Procura federale è collegata al ritrovamento di circa 200 abbonamenti in possesso di esponenti di gruppi organizzati, sequestrati dalla Procura della Repubblica durante diverse decine di perquisizioni nell'ambito delle indagini sulla morte dell'ispettore di polizia Filippo Raciti, avvenuta il 2 febbraio del 2007 durante il derby Catania-Palermo. La Dda della Procura etnea aprì un fascicolo per capire se la società fosse vittima di estorsioni. Dall'inchiesta emerse che i gruppi organizzati dopo il ritorno della squadra in Serie A avrebbero chiesto degli sconti sui costi dell'abbonamento, la società rifiutò la proposta perchè inattuabile e concesse ai tifosi di regalare un abbonamento per ogni 100 venduti, tutti nominativi e regolarmente registrati. Il fascicolo, in cui il Catania era parte lesa, è stato successivamente archiviato dalla Procura.
A ribadire la posizione di «assoluta trasparenza della società» e lo stesso Lo Monaco che spiega: «è un'indagine di due anni fa che riguardò tutta Italia, noi abbiamo spiegato come funzionava il meccanismo e che eravamo e siamo in linea con le normative».
«Loro - aggiunge l'Ad del Catania - hanno deciso in maniera diversa, vorrà dire che torneremo a chiarire tutto, perchè tutto è stato fatto seguendo le regole, come abbiamo sempre dimostrato».
10 marzo 2008