C'è stata corruzione per l'assegnazione dei Mondiali 2018-22, sospesi 6 membri Fifa
L’onta della corruzione travolge la Fifa, la massima organizzazione del calcio mondiale. Dopo essere stati sospesi un mese fa, due membri dell’esecutivo sono stati espulsi.
Per il nigeriano Amos Adamu, delegato della confederazione africana e membro del comitato esecutivo Fifa, e per il tahitiano Reynald Temarii, presidente della Confederazione dell’Oceania e vicepresidente Fifa, l’accusa di aver ricevuto tangenti in relazione all’assegnazione dei Mondiali 2018 e 2022 da sospetto si è trasformata in realtà, quando a
Zurigo la Commissione Etica della Fifa ha deciso per una sanzione esemplare. Probabilmente anche per togliersi da un certo imbarazzo. Adamu, sospeso per avere accettato mazzette in cambio del suo voto, è stato escluso per tre anni e condannato a una multa di 10 mila franchi svizzeri, il collega se l’è cavata con un anno e 5 mila franchi.
I due sono stati inchiodati da un giornalista del britannico Sunday Times: il nigeriano mentre chiedeva una mazzetta di circa 800 mila euro per costruire quattro campi da calcio, l’ex calciatore del Nantes, invece, ha messo in vendita il suo voto per costruire un’accademia dello sport nel suo paese. L’opera punitiva della Fifa non si è fermata qui. Pure quattro ex-membri del comitato esecutivo sono stati sanzionati. Ismail Bhamjee (Botswana) ha ricevuto quattro anni di sospensione. Già nel 2006, durante i Mondiali in Germania, era stato scoperto mentre vendeva biglietti omaggio di partite dell'Inghilterra ad un prezzo tre volte superiore a quello normale ed era stato costretto a dimettersi. Attualmente era membro onorario della confederazione africana.
Tre anni lontani dal mondo del calcio per Ahongalu Fusimalohi (Tonga, segretario generale della federcalcio del suo paese) e Amadou Diakite (Mali, membro del comitato arbitri della Fifa), due anni per Slim Aloulou (Tunisia, presidente del consiglio per la conciliazione controversie Fifa e membro del comitato per i calciatori). Se la sono cavata per insufficienza di prove, invece, i comitati organizzatori di Spagna-Portogallo e Qatar, accusati di scambio di voti per l'assegnazione dei Mondiali.
Questa compravendita di voti era emersa sempre da un ’inchiesta del domenicale inglese, che aveva filmato l’ex braccio destro di Sepp Blatter, Michel Zen-Ruffinen che, ad alcuni giornalisti che si erano finti lobbisti interessati a organizzare i Mondiali in Usa, aveva rivelato come ci fossero dei membri piuttosto compiacenti che si vendevano pure in cambio di compagnie al femminile.
Davvero un fatto imbarazzante, la chiara dimostrazione di come il dio denaro sia sempre il più idolatrato. Per un paese l’organizzazione di un evento come i Mondiali rappresenta un introito incredibile, posti di lavoro, turismo e visibilità. Una manna dal cielo. Se a questo scandalo aggiungiamo le accuse (ancora da provare) dell’ex tesoriere della Federcalcio cipriota, secondo il quale Polonia ed Ucraina avrebbero corrotto quattro membri dell’Uefa per aggiudicarsi Euro2012 ai danni dell’Italia, ecco che il mondo del calcio ne esce davvero con le ossa rotte. E il sempre ciarliero Blatter? Questa volta è rimasto anche lui senza parole. Invece che pensare a ostacolare l’utilizzo della tecnologia, dovrebbe circondarsi di uomini per bene che abbiano davvero a cuore il mondo del calcio. E che non si vendano per quattro (o più) soldi.
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