Chiusa l'inchiesta doping su Rasmussen: il ciclista danese ha mentito
L'inchiesta commissionata dalla Rabobank sul caso di Michael Rasmussen è stata conclusa ieri. Il lavoro, affidato a una commissione presieduta da Peter Vogelzang, ex capo della polizia della provincia di Utrecht, è arrivato a conclusioni critiche nei confronti del ciclista danese.
Rasmussen, licenziato dal team olandese, era stato allontanato dallo scorso Tour de France perché aveva mentito sui luoghi dei suoi allenamenti eludendo i controlli antidoping. L'inchiesta, raccolta in un documento di 48 pagine, critica anche la Rabobank per non aver immediatamente fatto presente che Michael Rasmussen aveva mentito nel tentativo di eludere i controlli. Bacchettata anche per l'Uci per non essere stata capace di attuare la sua politica antidoping «in maniera professionale».
«In base ai fatti precedenti al Tour, Rasmussen non avrebbe dovuto nemmeno partecipare», ha detto Peter Vogelzang. Giovedì scorso Rasmussen aveva ammesso, davanti all'Uci, di aver mentito per ragioni "familiari". Il danese ha eluso i controlli di maggio e giugno affermando di essere in Messico mentre in realtà si trovava in Francia e in Italia.
Dall'indagine, inoltre, sarebbe emerso che Rasmussen «avrebbe volutamente mentito in più di un'occasione» per scampare ai test. Vogelzang ha spiegato che l'indagine non stabilisce se Rasmussen si sia dopato, ma «quando un atleta è deliberatamente non rintracciabile durante uno specifico periodo prima del Tour de France, e non fornisce spiegazioni credibili sull'accaduto, sorgono forti dubbi» che si sia dopato.
13 novembre 2007