Chiuse le indagini sulla morte del giovane Abate: fu uno scontro fortuito
E' stato il trauma al torace, diretta conseguenza dello scontro di gioco con un attaccante del Santa Marinella, a causare la morte di Simone Abate, il portiere dell'Anguillara di appena 18 anni deceduto il primo novembre scorso sul campo di calcio della cittadina a nord di Roma nel corso di una partita tra le squadre juniores delle due località. Sia l'autopsia che l'esame della documentazione medica, sequestrata a suo tempo dal pubblico ministero, hanno ora escluso in modo categorico che la giovane vittima fosse affetta da precedenti patologie alle quali attribuire il decesso.
Quest'ultima ipotesi aveva portato il pubblico ministero Pantaleo Polifemo ad iscrivere sul registro degli indagati per omicidio colposo il medico ed il presidente dell'Anguillara. Un provvedimento adottato anche nei confronti del giovane attaccante del Santa Marinella in attesa di accertare la casualità dello scontro. Per quanto la decisione finale spetterà al Gip, l'indagine è di fatto conclusa: lo stesso Pm sarebbe intenzionato a chiedere l'archiviazione. Il violento contrasto di gioco era avvenuto ad un minuto dalla fine del primo tempo. Su un lancio lungo, il giovane portiere aveva anticipato a terra l'avversario, che non era riuscito ad evitarlo, colpendolo con un ginocchio al torace.
5 gennaio 2008