Ciclismo, Alessandro Petacchi assolto per la positività al Giro d'Italia
La Commissione Disciplinare della Federazione Ciclistica Italiana ha prosciolto Alessandro Petacchi dall'accusa di doping. La decisione è stata resa nota nel pomeriggio dopo una lunga camera di consiglio iniziata stamattina con le audizioni di accusa e difesa. La Procura Antidoping del Coni, che aveva chiesto un anno di squalifica per il ciclista spezzino, ha già annunciato che farà ricorso contro la decisione della Disciplinare.
A Petacchi erano stato trovati valori anomali di salbutamolo nel corso dell'ultimo Giro d'Italia, ma il ciclista si è difeso adducendo l'uso di un farmaco contro l'asma: "Ho sempre usato il Ventolin - ha spiegato il ciclista al termine dell'audizione - nella stessa maniera, come faccio da due o tre anni, da quando mi è stata riscontrata l'asma. E così ho fatto anche nell'ultimo giro. Non avevo motivo per fare diversamente. Dopo 12 anni di carriera, 140 corse vinte, dico solo che non avevo nessun motivo per rovinarmi la carriera con un Ventolin. Allo scorso Giro d'Italia non ho fatto niente di diverso da tutte le altre volte, avevo vinto già due tappe prima, e poi ne ho rivinte altre due".
Petacchi è stato trovato positivo il 23 maggio scorso al termine della tappa di Pinerolo: "Ho un certificato che mi autorizza a usare il salbutamolo e quando dichiaro di averlo assunto me lo vanno a cercare: ripeto che non avevo nessun bisogno di rovinarmi la carriera per qualche spruzzata in più". All'udienza odierna Petacchi si è presentato con due testimoni: gli avvocati difensori del ciclista, Agostino e Maria Laura Guardamagni, sono stati infatti accompagnati negli uffici dello Stadio Olimpico di Roma dal medico sociale della Milram Claudio Sprenger e dal compagno di squadra, l'australiano Brett Lancaster.
Alla fine del dibattimento la Commissione Disciplinare, presieduta da Vincenzo Loffredi, si è riunita e ha emanato il verdetto di assoluzione. La Procura Antidoping del Coni, oggi rappresentata da Cesare Micheli e dal professor Antonio Todaro, consulente tecnico della Procura, ha già annunciato che farà ricorso.
24 luglio 2007