Ciclismo, Di Luca interrogato dalla Procura Antidoping: nessuna rivelazione
Nulla di fatto. Anche l'interrogatorio di Danilo Di Luca alla Procura Antidoping del Coni non ha portato a rivelazioni illuminanti. Il 31enne ciclista della Liquigas è stato ascoltato stamattina nell'ambito dell'inchiesta sportiva scaturita da Oil for drug, indagine penale in corso da parte del Tribunale di Pescara.
"Di Luca non sa niente. Valuteremo la situazione del corridore nei prossimi giorni" ha detto il capo della Procura Antidoping Ettore Torri al termine dell'interrogatorio. "I legali di Di Luca hanno presentato una memoria difensiva - ha aggiunto Torri - e il corridore ha risposto a tutte le domande, pur spiegando di non essere coinvolto in questa vicenda. Dice che non sa niente".
Alla fine dell'interrogatorio Di Luca è apparso sereno: "E' andata bene, è stato un colloquio cordiale - ha spiegato il vincitore del Giro d'Italia 2007 - ho spiegato quale fosse la mia posizione e sono fiducioso. Torri? È una persona alla mano, una persona di garbo. Ho detto tutto quello che sapevo. Adesso preferisco pensare al mio prossimo obiettivo, il Mondiale, mi sto allenando per questo".
L'avvocato Federico Cecconi, che con Tommaso Marchese difende Di Luca, ha rivelato poco altro: "Abbiamo cercato di avere un dialogo il più possibile riservato e trovo che non sia corretto divulgarne i contenuti". Alla domanda: "La memoria difensiva che avete presentato comprende esami medici?", il legale ha risposto "La memoria è omnicomprensiva". Appena un paio di giorni fa peraltro la posizione di Di Luca è stata archiviata dal giudice per le indagini preliminari di Pescara che si sta occupando dell'inchiesta penale. Questo però non esclude che ci possano essere sanzioni, anche pesanti, dal punto di vista sportivo.
14 luglio 2007