Ciclismo, Kloeden nella bufera per un pacco di medicinali ricevuto da Friburgo
«Ricevere un pacchetto della clinica universitaria di Friburgo non aveva niente di anormale. Farne una prova del mio ricorso al doping è completamente errato». Torna a difendersi Andreas Kloeden. Il tedesco, attualmente in forza all'Astana, tenta di fare chiarezza sulle connessioni con la clinica di Friburgo, struttura al centro di un'inchiesta antidoping che coinvolge gli ex corridori della T-Mobile.
Nel 2000 sarebbe stato consegnato a Kloeden un pacco proveniente dalla clinica e contenente diverse medicine: una consegna che sarebbe stata fatta nel marzo di quell'anno alla moglie di Kloeden. «Tutti i membri della T-Mobile, come molti altri atleti di alto livello seguiti da dei medici, possono confermarlo, hanno ricevuto un pacco con medicine, vitamine o prodotti dietetici - ha proseguito il trentaduenne corridore - una consegna è stata indirizzata a mia moglie, perchè tra il 4 e il 13 marzo ero impegnato con la mia squadra nella Parigi-Nizza, che fra l'altro ho vinto. È un danno per noi corridori essere oggetto di costanti voci e che il limite del legittimo sospetto sia stato oltrepassato».
27 marzo 2008