Ciclismo, massima allerta al Tour de France per battere il doping Altro che maglia gialla, la posta in palio nel Tour de France che scatterà sabato prossimo da Brest è la credibilità della Grande Boucle e di tutto il ciclismo. Non a caso sarà «l’evento sportivo più soggetto a controlli antidoping nella storia dello sport», come ha detto il presidente dell’Unione Ciclistica Internazionale, Pat McQuaid, con tanto di una cinquantina di corridori “sospetti” costantemente monitorati.
Ad agitare le acque ci ha pensato però ieri Werner Franke, il più autorevole esperto tedesco in materia, che scommette su una competizione “infestata da sostanze illecite”. «Non c’è il minimo indizio secondo cui le cose dovrebbero cambiare – spiega – il livello di manipolazione è talmente alto che non sarà così semplice scoprire valori anomali nei campioni degli atleti. Mi aspetto tantissimo doping».
Per gli organizzatori del Tour un vero e proprio colpo basso, peraltro corroborato da un nuovo caso di doping che riguarda l’olandese Thomas Dekker, positivo all’Epo in seguito a nuove analisi condotti su campioni prelevati nel dicembre 2007. C’è poi la vicenda Quick Step: la squadra belga ha querelato il network Zdf per le accuse di aver praticato doping sistematico mosse nel corso di una trasmissone tv. Alla Grande Boucle mancano solo due giorni, ma gli auspici non sono tra i migliori.
1 luglio 2009
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