Ciclismo, positivo all'antidoping l'asso juniores Eugenio Bani E’ ormai ufficiale la notizia della positività alla gonadotropina corionica (Hcg) del diciottenne ciclista juniores pisano Eugenio Bani, residente a San Lorenzo alle Corti (Cascina) e tesserato per il team Ambra-Cavallini-Sparo-Vangi, società di Calenzano con sede operativa a Empoli. Bani è risultato positivo a seguito di un controllo medico effettuato il 24 giugno scorso a Imola, in occasione del campionato italiano su strada riservato alla categoria degli Juniores che il ciclista cascinese ha concluso al 72ºposto, con 2’45” di ritardo dal vincitore, il veneto Andrea Zordan. E gli esami effettuati dal laboratorio del Coni non hanno lasciato spazio a dubbi.
Quella del doping è una bastonata terribile per il ragazzo - che viene definito dal suo entourage come letteralmente distrutto dopo la notizia arrivata - e anche per la sua società, il team Ambra-Cavallini-Sparo-Vangi, da anni sulla cresta dell’onda per le numerose vittorie ottenute in Italia e all’estero grazie ad alcuni giovani talenti in crescita come Diego Ulissi, due volte iridato tra gli juniores e ormai in procinto di debuttare tra i professionisti, o come Kristian Sbaragli. Le prime reazioni ufficiali del club presieduto da Fabrizio Vangi denotano incredulità, ma c’è anche chi parla di un complotto, di una perfida trappola tesa ad un giovane atleta emergente del calibro di Eugenio Bani, leader stagionale nelle classifiche di rendimento degli juniores in Toscana e quarto nella medesima classifica a livello nazionale: uno dei corridori più promettenti, destinato a una probabilissima carriera tra i professionisti.
Nel corso del 2009 l’atleta di Cascina ha vinto tre gare: il Gran Premio Cna a Pistoia, la Coppa Giulio Burci a Poggio a Caiano e la tappa di Rosignano Marittimo al Giro della Toscana, dove si è piazzato settimo e primo assoluto tra i ciclisti italiani nella classifica conclusiva. Quello che non convince i dirigenti del team Ambra-Cavallini-Sparo-Vangi e in primis il presidente Fabrizio Vangi e gli sponsor Franco e Stefano Cavallini, è il fatto che Bani aveva già vestito più volte quest’anno la maglia azzurra, ottenendo un qualificante settimo posto nel recente campionato europeo svoltosi a Hooglede-Gits in Belgio e contribuendo non poco al successo finale del lombardo Luca Wackermann.
Di conseguenza, e ben sapendo come vengono controllati accuratamente dal punto di vista medico coloro che vestono la maglia della nazionale italiana, appare del tutto inspiegabile la positività riscontrata al campionato italiano di Imola. La mazzata c’è comunque stata e adesso non rimane che attendere l’effettuazione delle controanalisi per parlare di positività definitiva e cercare di individuare chi possa avere eventualmente indotto Bani a commettere un errore così grave.
La sostanza. La gonadotropina corionica umana (meglio conosciuta come Hcg) è un ormone prodotto dai villi coriali che nelle donne segnala e facilita il normale svolgimento della gravidanza, mentre in campo sportivo esso serve - impropriamente - a stimolare la produzione di testosterone nell’organismo. L’uso di questo ormone è infatti considerato doping a tutti gli effetti e danneggia la salute in modo notevole, ma viene frequentemente praticato per riattivare la produzione endogena di testosterone in seguito all’interruzione dell’abuso di steroidi anabolizzanti.
27 luglio 2009
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