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Contador fermato per doping, si difende: «E' un'intossicazione alimentare»


Alberto Contador, vincitore dell'ultimo Tour de France, è stato provvisoriamente sospeso dall'Unione ciclistica internazionale (Uci) dopo che, dai controlli eseguiti sul ciclista spagnolo durante la corsa francese, sono emerse tracce «molto lievi» di clenbuterolo, uno stimolante del sistema nervoso centrale. Contador alla contestazione ha replicato imputando la positività ad una «contaminazione alimentare». Se l'esito delle analisi verrà dichiarato «positivo» dalle autorità antidoping, sarà aperta una procedura disciplinare al fine di stabilire una eventuale sanzione, che potrebbe portare alla perdita della vittoria nel Tour. Al momento l'Uci ha stabilito che debbano svolgersi, in collaborazione con l'Agenzia mondiale antidoping (Wada), «ulteriori indagini scientifiche, per le quali occorrerà ancora qualche tempo, prima di tirare conclusioni di qualsiasi tipo». Il controllo in cui è incappato Contador risale al 21 luglio, data della seconda giornata di riposo del Tour 2010, a Pau. Contador, che sul traguardo di Parigi ha festeggiato la vittoria nella terza Grande Boucle, aveva preceduto in classifica generale il lussemburghese Andy Schleck.

Secondo quanto ha riferito il suo agente, il 24 agosto l'Uci lo ha informato dell'esito delle analisi. Gli esperti consultati dal ciclista, hanno attribuito la presenza del clenbuterolo ad una «contaminazione alimentare», ha riferito ancora l'agente, negando qualsiasi intento dopante.

«È un chiaro caso di contaminazione alimentare e spero che tutto possa risolversi in una maniera chiara. Io difendo i controlli antidoping spada tratta, ma con quello che mi sta accadendo, comincio a dubitare abbastanza del sistema di controlli. Sono una vittima e mi sento veramente triste per questa situazione». Contador racconta la sua verità in una conferenza stampa a Pinto, la città dove è nato, davanti circa 150 giornalisti spagnoli e stranieri. In jeans e camicia bianca, con espressione provata, Contador ha rivelato di essere stato informato il 24 agosto scorso dalla Uci di essere risultato positivo per «tracce molto lievi» di clenbuterolo nei prelievi antidoping effettuati il 21 luglio e di avere incontrato, il 26 agosto, i medici dell'Uci, spiegando che si trattava di un'intossicazione alimentare, per carne ingerita durante la cena del 20 luglio e il pranzo del 21.

«Fu il direttore della Vuelta di Castilla y Leon che ci portò della carne molto buona, perché quella dell'albergo era immangiabile - ha dichiarato - non so che provenienza avesse, era carne di vitello acquistata in Spagna». Il filetto fu cucinato nell'autobus della squadra Atrana e mangiato dal ciclista e da altri 5 corridori del gruppo. «Vinokurov è stato l'unico ad aver passato con me i controlli - il giorno 21, tre ore dopo l'ultima assunzione della pietanza -, ma è risultato negativo perchè non mangiò la carne», ha spiegato il ciclista. Contador ha insistito sul fatto che, la quantità di clenbuterolo rilevata «è un di milionesimo di grammo» e che «una quantità così infinitesimale di questa sostanza è impossibile da ingerire, se non attraverso una contaminazione alimentare». E, inoltre, «è assolutamente insufficiente per il rendimento fisico, come può confermare qualunque esperto». Ma non ha rivelato il nome della macelleria di provenienza della carne, «per prudenza e perché non voglio danneggiare un negozio nè la località dove è stata venduta», ha assicurato. Nè pensa a una denuncia, perchè «non ci sono resti della carne».

E, alla domanda sul perchè abbia tardato tanto a dare spiegazioni pubbliche, ha replicato che sperava si chiarisse tutto prima che la storia venisse alla luce, per «le notizie filtrate alla tv tedesca». Non crede in una volontà della Uci di danneggiare il ciclismo spagnolo: «Il caso di Eufemiano Fuentes è totalmente diverso, non ha nulla a che vedere con questo», ha insistito Contador, respingendo ogni riferimento all'Operazione Puerto sullo scandalo doping. «Mi sono messo in contatto con uno specialista olandese di clenbuterolo che mi è stato raccomandato dalla Uci - ha spiegato - il mio è un caso chiaro di contaminazione alimentare, come conferma il suo rapporto e tutti gli altri degli esperti consultati». Per fortuna, ha spiegato il ciclista, ero stato sottoposto a continui controlli anti doping nei giorni precedenti e successivi al 21 luglio e «tutti i campioni sono nello stesso laboratorio di Colonia».

Il vincitore del Tour ha assicurato che l'ultimo mese è stato un inferno, fatto di notti insonni e di telefonate e contatti con la Uci e con l'Agenzia mondiale antidoping: «Confido pienamente che si chiarisca l'errore e si faccia giustizia - ha detto - capisco che per loro la situazione non è facile, perchè significa porre in questione il sistema». Ha confessato di avere l'animo colmo «di tristezza e delusione», ma «la testa alta perché posso parlare chiaro e forte». «È triste che uno sport come il ciclismo si veda coinvolto, per un caso come questo, in scandali che ne appannano l'immagine», ha osservato Contador, che ha auspicato che l'errore sia chiarito al più presto. Intanto il corridore resta sospeso cautelativamente dall'attività ciclistica.

30 settembre 2010



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