Coppa d'Africa, Togo vuole giocare, ma il governo ordina il forfait Prima la voglia di andarsene, il più in fretta possibile, poi il ripensamento ed infine l’addio per “motivi politici”. È stata una giornata intensa per la delegazione togolese. Dopo l’attentato all’autobus, con il decesso di tre persone, il Togo non ne voleva più sapere della Coppa d’Africa. Ma un serrato confronto tra i giocatori, aveva portato alla decisione di restare e giocare la massima competizione continentale: «Ci siamo confrontati e abbiamo pensato che sarebbe stato un peccato andare via. Vogliamo onorare i nostri morti», le parole di Ayitè, centravanti in forza al Nancy, in Francia. Un cambio di direzione repentino che aveva sorpreso tutti, anche gli organizzatori angolani della Coppa d’Africa, ormai rassegnati all’idea di avere un gruppo, il B, quello del Togo, con una squadra in meno in lizza.
Ma, proprio quando pareva che l’intera delegazione togolese avesse abbandonato l’idea di lasciare l’Angola, ecco il nuovo colpo di scena, con il governo del Togo che intima alla propria nazionale di fare i bagagli e fare pronto ritorno in patria: «La squadra deve partire immediatamente. Ovviamente abbiamo preso in considerazione tutti i vari aspetti, sia la prima decisione dei giocatori che, fino a mezzanotte, avevano deciso di tornare, sia la seconda decisione dei giocatori, che hanno cambiato idea, scegliendo di giocare in segno di rispetto per chi è morto e per le famiglie delle vittime. Una cosa che rispettiamo ma al di sopra di tutto c'è la loro sicurezza. E la sicurezza non è una cosa che si tratta». Appunto, la sicurezza.
Alla base della decisione del governo togolese di richiamare la propria delegazione pare ci siano, infatti, nuove minacce da parte dei guerriglieri ribelli del Fronte per la liberazione della Cabinda, il gruppo che aveva rivendicato l’attentato al bus della nazionale degli Sparvieri. Un fatto è certo, il Togo ha abbandonato ufficialmente la manifestazione e questo è un duro colpo all’Africa, anche se Joseph Blatter, presidente della Fifa, ci ha tenuto a ribadire la propria completa fiducia all’Africa (dove a giugno si giocheranno i Mondiali).
A mettere la parola fine sull’annosa e tragica vicenda ci ha pensato Adebayor, la stella degli Sparvieri: «Volevamo giocare in segno di rispetto verso i nostri morti ma il nostro Capo dello Stato e l’intero governo hanno preso una decisione diversa, quindi torniamo a casa. Le nostre famiglie erano d’accordo con la nostra decisione di restare ma chi comanda è più preparato di noi in queste faccende. Se ci hanno ordinato di rientrare, forse sanno che il pericolo non è ancora passato. Ripeto, chi governa sa cosa è meglio per noi». Capitolo chiuso, gli Sparvieri hanno gettato la spugna. Sarà una Coppa d’Africa monca e non solo perché non ci sarà il Togo di Adebayor.
10 gennaio 2010
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