Crac Perugia, Gaucci non deve essere arrestato: "Ora torno in Italia"
Dopo una lunga latitanza Luciano Gaucci potrebbe tornare in Italia. Il gup del tribunale di Perugia Paolo Micheli ha infatti revocato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per l'ex presidente del Perugia, emessa nel 2005 nell'ambito della inchiesta sul fallimento della società umbra. Gaucci non fu arrestato perchè fuggito a Santo Domingo dove vive tuttora. Il gup ha accolto l' istanza di revoca del suo difensore Angelo Sammarco.
L' istanza di revoca era stata presentata per gravi problemi di salute del fratello del ex patron del Perugia. Il pm Antonella Duchini aveva espresso parere favorevole. Gaucci è accusato di bancarotta fraudolenta ed altri reati. Con lui sono imputati i figli Alessandro e Riccardo Gaucci, che invece erano stati entrambi arrestati e poi scarcerati. Per il 26 novembre prossimo è fissata l' udienza nella quale il gup dovrà decidere se accogliere la richiesta di patteggiamento alla condanna a tre anni di reclusione per Luciano Gaucci.
«Adesso torno in Italia, visto che me lo permettono. La decisione dei giudici me l'aspettavo ma non così presto, perchè mi avevano detto che avrebbero deciso a fine novembre». Luciano Gaucci, al telefono da Santo Domingo, «dove vivo occupandomi di una piccola azienda agricola», si compiace della decisione del gup del tribunale di Perugia Paolo Micheli.
«Comunque se mi chiameranno a testimoniare in qualche processo, ci andrò. - dice ancora Gaucci -. Calciopoli? Il processo a Pieroni e le sue accuse di pagamenti in nero a tutti? Non so, qui a Santo Domingo non arrivano i giornali italiani, quindi non sono aggiornato». Gaucci ricorda poi che l'istanza di revoca era stata presentata per gravi problemi di salute di suo fratello, «che è in coma, e infatti volevo che mi concedessero l'opportunità di andare a trovarlo. Ringrazio chi ha preso questa decisione». Quanto alle sue vicende giudiziarie, l'ex patron del Perugia ritiene che «è stato tutto talmente ingigantito che è meglio non parlarne, tanto ormai è andata così. Ma se posso tornare in Italia vuol dire che forse le cose si stanno chiarendo».
3 novembre 2008