Dal 2060 niente più record mondiali nell'atletica: neanche il doping servirà Niente più record mondiali dal 2060. E' la conclusione a cui arriva uno studio effettuato in Francia dall'Istituto biomedico e epidemiologico dello Sport e pubblicato oggi dal Sunday Times. Tra 53 anni, gli atleti di tutto il pianeta non saranno più in grado di ritoccare i primati su piste e pedane.
L'analisi ha preso in considerazione 3260 record mondiali realizzati a partire dal 1896, l'anno della prima edizione delle moderne Olimpiadi. Oltre un secolo fa, secondo lo studio, gli atleti sfruttavano il 75% della propria capacità psicologica. «Adesso siamo arrivati al 99%» dice Jean-Francois Toussaint, coordinatore dell'equipe che ha sezionato 111 anni di sport. Nel 2060 non ci saranno più 'frontiere psicologiche' da abbattere.
«Quando diciamo che non ci saranno record dopo il 2060 - prosegue lo studioso - non dobbiamo dimenticare che per metà delle discipline lo stop comincerà a partire dal 2027». Il muro comincerà ad alzarsi nell'atletica leggera. Poi, toccherà al sollevamento pesi. Quindi, verrà il turno degli sport nei quali conta anche la tecnologia e l'efficacia di materiali e strumenti. «Dopo la Seconda guerra mondiale - dice Toussaint - c'è stato un evidente incremento dei primati. Poi, dopo le Olimpiadi di Messico '68, c'è stato un progressivo declino».
Lo studio, a quanto pare, non è condizionato dalla variabile doping. «E' stato un fattore rilevante negli anni ‘70, quando però l'uomo stava cominciando a raggiungere i propri limiti. Il doping è sempre stato presente: non solo nel ventesimo secolo, ma anche nell'antichità. La sua presenza non cambia assolutamente il quadro complessivo», sostiene Toussaint. In quest'ottica, va accettato anche il 10”49 che Florence Griffith ottenne nei 100 metri femminili ai Giochi di Seul 1988. Il doping è un ingrediente più che sospetto nello stratosferico risultato cronometrico, che probabilmente resisterà fino al 2060. «Si può pensare al doping in maniera motivata. Ma noi analizziamo tutte le condizioni» relative ad un record «e vediamo se queste possono ripetersi. Tutto lascia ritenere che questo non possa più verificarsi».
Difficile convincere John Hoberman, docente all'università del Texas: «Il doping ha aiutato gli atleti a sfruttare le loro capacità psicologiche, il 10''49 di Florence Griffith va messo in discussione come punto di riferimento». Come se non bastasse, «tre dei cinque uomini capaci di correre sotto i 9”80 (Ben Johnson, Tim Montgomery e Justin Gatlin, n.d.r.) sono risultati positivi per steroidi anabolizzanti. Per non parlare delle liste all-time del lancio del peso».
23 dicembre 2007
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