Danilo Di Luca nei guai: è accusato di una flebo sospetta all'ultimo Giro d'Italia
Danilo Di Luca è nei guai. Dopo la squalifica di tre mesi rimediata per il coinvolgimento nell’inchiesta Oil for drug il ciclista abruzzese rischia uno stop molto più lungo. La Procura antidoping del Coni, che ieri ha ascoltato il 31enne della Liquigas, gli ha contestato di essersi sottoposto ad una flebo (di acqua o fisiologica) nel tempo intercorso tra il controllo antidoping della 17ª tappa allo Zoncolan dello scorso Giro d'Italia e il controllo a sorpresa a cui la Procura ha sottoposto il vincitore della corsa rosa 2007 la sera stessa dello Zoncolan. Sottoporsi a una flebo prima di un controllo antidoping permette di diluire la presenza di eventuali sostanze vietate che così non risultano all’esame di laboratorio.
È stato lo stesso corridore a spiegare l'esito della convocazione di ieri al Foro Italico, derivata dai risultati bassi dei valori ormonali delle analisi dello Zoncolan. «La Procura ha presentato le relazioni dei suoi periti endocrinologi - ha detto l'abruzzese - ora noi presenteremo le nostre. Il Procuratore Ettore Torri mi ha detto che eventualmente le flebo avrei potuto farle, se le avessi dichiarate. Ma io non ho fatto nessuna flebo, pratica non vietata, quindi che cosa avrei dovuto dichiarare?». Danilo Di Luca ieri è rimasto a colloquio per circa un'ora con il capo della Procura antidoping del Coni Ettore Torri. Ora il ciclista vincitore dell'ultimo Giro d'Italia rischia due anni di squalifica e la revoca del titolo vinto nella corsa rosa.
7 dicembre 2007