Derby del bambino morto: chiesti 7 rinvii a giudizio per tifosi romanisti
Si avvia alla fase processuale vera e propria la vicenda del derby di Roma sospeso il 21 marzo 2004. Sette rinvii a giudizio sono stati chiesti dalla Procura della Repubblica della Capitale a conclusione dell'inchiesta. Il procedimento trae origine dai fatti di 4 anni fa quando allo stadio Olimpico ci fu un'invasione di campo e venne sospeso il derby Lazio-Roma sulla base della falsa notizia che un bambino era morto investito da un'auto della polizia.
La richiesta di rinvio a giudizio è stata formulata dai pubblici ministeri Elisabetta Ceniccola e Vittoria Bonfanti. Gli indagati, tutti romanisti, sono Stefano Carriero, Roberto Maria Morelli, Stefano Sordini, Andrea Frasca, Daniele De Santis, Antonio Schiavo e Gianluca Lucani. Secondo l'accusa all'inizio del secondo tempo dell'incontro Lazio-Roma scavalcarono, violando la legge, i divisori che delimitano la zona riservata al pubblico e la curva sud dello stadio Olimpico.
Entrarono in campo e alcuni di loro parlarono con Francesco Totti e l'arbitro Rosetti per convincerli a sospendere l'incontro. A uno dei sette tifosi, Roberto Maria Morelli, si contesta di aver diffuso pubblicamente la falsa notizia della morte del tifoso turbando così l'ordine pubblico. Dopo la sospensione della partita si registrarono peraltro numerosi incidenti fuori dallo stadio. Sulla vicenda processuale grava però il rischio della prescrizione.
22 gennaio 2008