Di Luca fuori dal Mondiale: la Procura Antidoping chiede 4 mesi di squalifica Danilo Di Luca non parteciperà al Mondiale di ciclismo. La Procura Antidoping del Coni, presieduta da Ettore Torri, ha disposto il deferimento del vincitore dell'ultimo Giro d'Italia al competente Giudice di Ultima Istanza in materia di doping presso il Coni per l'applicazione della sanzione della sospensione dall'attività di quattro mesi. Di Luca non parteciperà perciò ai Mondiali di ciclismo si strada di Stoccarda in programma domenica. Il deferimento è legato all'inchiesta Oil for drug partita nel 2004. A Di Luca viene contestata la frequentazione del dottor Carlo Santuccione, già squalificato per doping. E' peraltro in corso un'altro accertamento per stabilire se Di Luca avesse valori ormonali anomali durante l'ultimo Giro d'Italia.
"Sono stato deferito per quattro mesi per la frequentazione di Santuccione - ha spiegato sconsolato Di Luca - l'aver ricevuto oggi il deferimento esattamente alle 19.24 mi impedisce di difendermi. Conosco Santuccione da quando avevo otto anni ed è sempre stato il mio medico di base. Santuccione ha due mila pazienti e trecento fanno sport e non mi risulta che siano stati deferiti. Ho fatto sacrifici, come tutti i corridori, sono mesi che mi alleno per il Campionato del Mondo, ma domenica non potrò partecipare". Nel pomeriggio il ciclista aveva ricevuto invece la notizia, positiva per lui, dell’archiviazione bis del procedimento penale aperto nei suoi confronti nel Tribunale di Pescara. Il pubblico ministero Aldo Aceto ha infatti rinnovato la richiesta di archiviazione per il procedimento per doping nel quale il campione abruzzese è coinvolto.
Il procedimento penale era partito allorché il pregiudicato pescarese Alessio Starnieri nel settembre del 2006 aveva affermato, di fronte ad agenti delle forze dell'ordine, di avere delle sacche di sangue di Danilo Di Luca conservate in un contenitore termico. Tutto nasce da una querela sporta dal fratello maggiore del corridore, Altobrando, nei confronti del pregiudicato, che affermava di vantare un credito di 50 mila euro nei confronti di Di Luca senior, circostanza sempre negata da Altobrando e che ha portato lo Starnieri ad essere denunciato per minacce e calunnia da parte di Altobrando Di Luca. L'eventuale credito vantato dallo Starnieri non avrebbe niente a che vedere con l'attività di Di Luca, ma riguarderebbe solamente affari privati tra lui e il fratello maggiore del corridore. L'accusa fatta successivamente dallo Starnieri nei confronti di Danilo Di Luca può essere vista quindi come una forma di ricatto nei confronti del fratello maggiore.
27 settembre 2007
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