Di Luca nella rete del doping, positivo al Cera: "Mi ritiro" Danilo Di Luca, vincitore del Giro d’Italia nel 2007, è risultato positivo al Cera in due test a cui era stato sottoposto durante l’ultima edizione del Giro d’Italia: il 20 maggio a Moncalieri (Torino) e il 28 a Silvi Marina (Pescara). Una notizia che ha l’effetto di scuotere ancora le fondamenta del mondo dei pedali e dei suoi tifosi, già traditi nel recente passato da corridori simbolo come Ivan Basso, Riccardo Riccò e Davide Rebellin, soltanto per citarne alcuni. Non è peraltro la prima volta che Di Luca, secondo classificato al Giro d’Italia 2009, si trova coinvolto in questioni di doping: era accaduto già due anni fa, quando la procura del Coni chiese senza successo una condanna esemplare per valori anomali riscontrati in alcuni suoi campioni, senza dimenticare i tre mesi di stop per la frequentazione con il discusso medico Carlo Santuccione .
«Cado dalle nuvole, è davvero strano» è stata la replica immediata del corridore. «Se anche le controanalisi dovessero confermare la positività, smetterò di correre. Ma sarei così stupido da prendere il Cera un anno dopo che è stata scoperta la positività di Riccò, Piepoli e Sella?». L’attenzione adesso si sposterà sulle controanalisi: «Per me è importarle farle in un altro laboratorio e non in quello di Parigi – ha aggiunto Di Luca - mi è stato detto che usano metodi strani». Immediata è scattata anche la sospensione dell’Uci, non resta che aspettare il capitolo conclusivo. Di Luca rischia almeno due anni di stop, ma lo scenario può essere anche peggiore visto che è recidivo.
LE REAZIONI
«Non ho parole. Non so cosa si possa fare, a questo punto». Il commissario tecnico della nazionale italiana, Franco Ballerini, appare quasi rassegnato di fronte alla notizia delle positività di Danilo Di Luca nel corso dell’ultimo Giro d’Italia. «Mi lascia basito il fatto che un corridore importante si trovi positivo al Cera – ha proseguito -prodotto che l’anno prima aveva messo fuori causa altri suoi colleghi».
C’è voglia di rivalsa invece nelle parole del direttore della “corsa rosa”, Angelo Zomegnan: «Confidiamo nella celerità delle inchieste che le autorità della giustizia sportiva e ordinaria sono chiamate a completare per arrivare a una soluzione definitiva. L’organizzazione valuterà le azioni appropriate a tutela dell’evento, nella sua sostanza e nella sua immagine». Duro anche il presidente federale, Renato Di Rocco: «I controlli oggi sono in grado di individuare i metodi di doping più sofisticati. Con questo nuovo insulto all’intelligenza siamo di fronte all’ottusità e all’irresponsabilità assoluta».
22 luglio 2009
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