Doping a Pechino 2008, Rebellin non vuole restituire il suo argento Davide Rebellin non intende, almeno per ora, restituire l'argento olimpico vinto nella prova in linea su strada ai Giochi di Pechino 2008. Il ciclista veneto fa sapere, con un comunicato diffuso dai suo legali Federico Cecconi e Fabio Pavone, di aver «ricevuto dal Cio comunicazione con la quale si afferma la sua asserita responsabilità per violazione della normativa antidoping in occasione dei Giochi Olimpici di Pechino». Ma ciò non vuol dire che Rebellin accetti il verdetto che lo ritiene colpevole di positività, per Epo-Cera, all'antidoping.
«Si anticipa, sin da ora, la volontà di impugnare il procedimento - è scritto ancora nella nota - perchè frutto di una serie eclatante di interpretazioni in 'malam partem' dei fatti occorsi, viziato tanto nel merito, tanto nella procedura osservata al fine di addivenire ad una decisione, singolarmente pronunciata a più di sette mesi dalla contestazione dei fatti e a circa cinque mesi dall'udienza, per di più fondata su dichiarazioni successive in relazione alle quali la parte non ha mai avuto modo di interloquire, nè di scrivere argomentazioni difensive».
18 novembre 2009
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