Doping al Giro d'Italia, Di Luca squalificato per 2 anni Nessuna clemenza e pugno duro contro Danilo Di Luca. Il Tribunale Nazionale Antidoping ha inflitto 2 anni di squalifica (e 280 mila euro di multa) al ciclista abruzzese trovato positivo al Giro d’Italia 2009. I giudici hanno scelto una pena di 24 mesi contro i 36 richiesti dal procuratore Ettore Torri, ma di fatto questa decisione mette fine alla carriera di un ciclista che il 2 gennaio ha compiuto 34 anni. L’ex Lpr, secondo nell’ultima corsa rosa, è stato trovato positivo al Cera, l’Epo di terza generazione, per due volte, il 20 maggio a Moncalieri (Torino) e il 28 a Silvi Marina (Pescara).
Il ciclista è stato fermato preventivamente il 22 luglio e l’8 agosto le controanalisi hanno confermato la positività. Per questo la squalifica scadrà il 21 luglio 2011. I legali del corridore hanno già confermato che ci sarà ricorso al Tas, il tribunale per gli arbitrati di Losanna, una decisione annunciata dallo stesso Di Luca, che si è sempre dichiarato innocente: «Non finisce qui, c'è ancora da lottare e io vado avanti. Posso solo ribadire che io non ho assunto alcuna sostanza e che non mi aspettavo questa squalifica. Resto ottimista e confido molto nel Tas. Comunque vada, anche se dovessero confermare i due anni, io non lascerò il ciclismo. Ma sono sicuro di tornare prima dei due anni».
1 febbraio 2010
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