Doping al Tour de France, Duenas positivo per Epo. Trovati farmaci illeciti in albergo
Secondo caso di doping al Tour de France: si tratta dello spagnolo Moises Duenas Nevado della Barloworld, che non ha superato i test. Il ciclista iberico è risultato positivo per Epo, l’eritropoietina, che aumenta la concentrazione di globuli rossi, e quindi di ossigeno, nel sangue. La settimana scorsa anche Manuel Beltran della Liquigas era stato trovato positivo per Epo.
Moises Duenas Nevado è stato successivamente accompagnato in gendarmeria per essere interrogato. Il corridore spagnolo, 27 anni, è risultato positivo all'Epo ad un controllo antidoping al termine della quarta tappa, la cronometro di Cholet.
Stamani, poco prima della partenza dell'11ª tappa del Tour (da Lannemezan a Foix di 167, 7 km), una trentina di agenti della gendarmeria francese ha fatto irruzione nell'albergo che ospita la squadra di Duenas, la Barloworld, eseguendo perquisizioni nelle camere degli atleti. Duenas è stato immediatamente sospeso dalla sua squadra che invece continua il Tour del France.
Il manager della Barloworld Claudio Corti (team del ciclista) ha spiegato la posizione della squadra e dato informazioni sull'esito delle perquisizioni nella stanza d'albergo dove Duenas è stato arrestato dalla gendarmeria. «La prima cosa che voglio chiarire è che il team non è coinvolto in questa storia e che prenderemo misure severe contro chiunque metta a repentaglio il buon nome e l'immagine della squadra», ha detto Corti.
«All'interno della stanza di Nevado sono state trovate alcune medicine proibite, che non potevano essere state assolutamente prescritte dal medico della squadra Massimiliano Mantovani. Ho chiesto alla polizia di fare luce al più presto su questa storia sembra che lui abbia usato delle sostanze proibite, nascondendo il fatto al resto del team. Speriamo che la verità venga fuori al più presto - ha concluso Corti - e che Duenas accetti le responsabilità conseguenti al suo gesto». Secondo la legge penale francese Duenas, se rinviato a giudizio, rischia fino a cinque anni di carcere.
16 luglio 2007