Doping amministrativo, ancora assoluzioni: stavolta tocca ai vertici del Cesena
Si conclude con il totale proscioglimento un altro processo per “doping amministrativo”. Assoluzione perché il fatto non sussiste o non costituisce reato e proscioglimento per sopraggiunta prescrizione ai vertici del Cesena Calcio, rinviati a giudizio per presunte irregolarità nei bilanci di tre campionati.
Imputati erano il presidente Giorgio Lugaresi, l'allora consigliere delegato al bilancio Franco Santarelli e il segretario generale Gabriele Valentini. Nel mirino del Procuratore Marcello Branca (il pm in aula oggi era Alessandro Mancini) sono finiti i bilanci dei campionati dal 2002-2003 al 2004-2005. Per Lugaresi e Santarelli è arrivata l'assoluzione per gli ultimi due anni perché “il fatto non costituisce reato”, mentre è sopraggiunta la prescrizione per il 2003. Valentini, invece, è stato assolto per “non avere commesso il fatto”.
I tre imputati erano accusati di aver elaborato un sistema che permetteva di far quadrare i conti nel bilancio. Questo succedeva, secondo gli inquirenti, attraverso scambi di giocatori il cui valore veniva sopravvalutato per poi essere inserito nel bilancio, così da risultare gonfiato. Si sarebbe trattato di plusvalenze arrivate a più di 10 milioni di euro.
Il presunto funzionamento sarebbe abbastanza semplice: due squadre si scambiano due giocatori stimati 100 mila euro, affermando sui documenti che valgano invece 2 milioni di euro. Il giocatore entra a far parte del bilancio della società con un valore ben più elevato di quanto non abbia in realtà e questo aiuta a risistemare la situazione finanziaria dell'azienda, almeno sulla carta, così da ottenere l'iscrizione al campionato, oltre a conseguire i vantaggi fiscali previsti dalla normativa sportiva.
Alla lettura della sentenza l’avvocato Mattia Grassani, difensore di Lugaresi e Valentini, ha commentato a Romagna Oggi: «Il calciomercato e le valutazioni dei giocatori sono una cosa seria. Si tratta di società per azioni e ci vogliono competenza, esperienza e certezza per affermare che determinati valori non sono congrui. La perizia su cui si fondava l’accusa è stata demolita dal Tribunale, che ha assolto tutti gli imputati».
6 febbraio 2008