Doping, Di Luca al contrattacco: "Dimostrerò che sono pulito" Trenta giorni di tempo per cambiare l'esito di una squalifica annunciata che di fatto metterebbe fine alla sua carriera da corridore. L'ultima corsa di Danilo Di Luca, forse la più dura della sua vita agonistica, è iniziata oggi negli uffici della Procura antidoping del Coni, dove il ciclista abruzzese è stato ascoltato per circa un'ora da Ettore Torri, che ha convocato il vincitore del Giro 2007 per essere risultato positivo due volte all'Epo ricombinante Cera durante l'ultimo Giro d'Italia.
Le controanalisi, anch'esse positive, sono state effettuate nel laboratorio di Chatenay e poi convalidate a Vienna. Una vera mazzata per Di Luca che, secondo le nuove norme in materia di doping, rischia fino a 4 anni di stop. Tra incredulità, contestazione del metodo usato dal laboratorio parigino, voglia di tornare a correre ed un'ipotesi di complotto, è andata in scena negli uffici dello Stadio Olimpico la difesa del “Killer di Spoltore”. L'abruzzese ha annunciato di aver ricevuto dal procuratore Torri un mese di tempo per poter preparare al meglio la linea difensiva, in attesa di ricevere dall'Uci la documentazione ufficiale e di procedere ad una perizia di parte, affidata al professor Santo Ferrara.
«Non riesco a darmi una spiegazione per le due positività al Giro d'Italia (il 20 e 28 maggio ndr) - ha spiegato Di Luca - altri quattro controlli sono risultati invece negativi, anche ad un giorno di distanza, davvero non capisco. Sarei un uomo senza cervello ad usare il Cera che resta nel sangue e nelle urine per un mese, ma sono convinto che uscirò da questa vicenda pulito».
La linea difensiva punta a dimostrare la fallacità di un procedimento, quello utilizzato per accertare la positività (validato dall'Uci ndr), che ha già sentenziato casi di falsa positività: «Noi abbiamo grossi dubbi sul metodo utilizzato nei controlli nei quali sono risultato positivo - ha ammesso - con quel procedimento ci sono già stati casi di falsa positività e io penso che sia così anche nel mio caso». Quel che è certo, ad oggi, è la retromarcia di Di Luca, deciso a tornare al più presto alle corse. «Avevo detto che nel caso la mia positività fosse stata confermata dalle contranalisi mi sarei ritirato, ma adesso ho cambiato idea e sono pronto a scommettere dei soldi che riuscirò nuovamente a correre un Giro».
26 agosto 2009
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