Doping, la squalifica di Valverde estesa a tutto il mondo: fermo fino al 2012 La sentenza del Tas ha chiuso il caso di Alejandro Valverde. Lo spagnolo ha visto confermare dal Tribunale Arbitrale dello sport di Losanna i due anni di squalifica inflittigli l’11 maggio 2009 dal Tribunale antidoping italiano che sono estesi a tutto il mondo: il ciclista della Casse D’Erpagne non potrà correre fino al 31 dicembre 2011 e tutti i risultati ottenuti in questi primi sei mesi dell’anno sono annullati. Valverde peraltro è tra i più in forma dell’anno tanto da essere in testa alla classifica mondiale dell’Uci (Unione Ciclistica Internazionale). Gli arbitri hanno accolto parzialmente la richiesta dell’Uci e dalla Wada (l’agenzia mondiale antidoping) che invece chiedevano la cancellazione delle vittorie ottenute dal 2007 in poi. Questa decisione chiude una pagina nera del ciclismo legata alla famigerata Operacion Puerto, inchiesta partita in Spagna sulla attività del dottor Fuentes, specializzato nel fornire Epo e nell’arricchire il sangue di diversi atleti.
Una delle sacche sequestrate apparteneva a Valverde che ha sempre negato ogni addebito. Per fermarlo il Coni effettuò un controllo a sorpresa nella tappa di Prato Nevoso nel Tour 2008 che confermò il collegamento con la sacca di sangue. Soddisfatto il presidente del Coni Gianni Petrucci: «La giustizia anche se lenta arriva sempre alla parola fine. Ormai non si può più farla franca. Questa è la vittoria dell’etica e della correttezza».
Dura la reazione dello staff di Valverde: «Questa sanzione di due anni a partire dall'1 gennaio 2010 la consideriamo totalmente ingiusta ed illegale, e per questo faremo ricorso presso il Tribunale federale svizzero, massimo organismo giudiziario elvetico. Le cui decisioni, lo ricordiamo, sono appellabili presso la Corte europea dei diritti dell'uomo». Con una nota diffusa dai suoi legali Alejandro Valverde commenta così la decisione presa oggi dal Tas. Lo spagnolo è deciso a non mollare, e vuole percorrere tutte le strade possibili contro un provvedimento che reputa ingiusto, fino al ricorso alla Corte che ha sede a Strasburgo.
«Va anche sottolineato - continua la nota congiunta di Valverde e dei suoi legali - che la nota stampa dell'Uci relativa al fatto che vengono cancellati tutti i risultati ottenuti (da Valverde n.d.r.) dal giorno 1 gennaio 2010, è manifestamente sbagliata. Infatti la sentenza del Tas ha deciso di mantenere i risultati ottenuti da Alejandro Valverde fino ad oggi in quanto è stato considerato manifesto il fatto che lo stesso Valverde era pulito in tutte le corse a cui ha partecipato in questo 2010».
31 maggio 2010
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