Doping nell'America's Cup di vela, ma tutto taceva misteriosamente
Doping in Coppa America. Dopo la seconda della regata di finale fra Alinghi e Team New Zealand, come da protocollo, sono stati sorteggiati alcuni velisti per uno dei test di routine, uno degli svizzeri (si tratta di uno dei senatori e non è un italiano) è stato trovato positivo — pare — a una sostanza riconducibile alla cannabis. Alinghi non rischia nulla dal punto di vista disciplinare, ma la vicenda è per certi versi misteriosa. Per tutta l'estate infatti, dopo la conclusione del prestigioso trofeo, la federazione internazionale della vela aveva ribadito come non ci fossero stati casi di doping nell'America's Cup 2007.
Il velista trovato positivo, di cui ancora non si conosce l'identità, si prenderà una pesante squalifica (forse due anni, che potrebbero venirgli comminati a breve). E potrebbe anche essere citato in giudizio per danni da Alinghi, che proprio in questa fase è impegnato su altri fronti per lanciare la nuova campagna. Rimane l'inquietante interrogativo del perché nessuno degli organizzatori (Ac Management è una società creata da Ernesto Bertarelli appositamente per l'evento) o della agenzia antidoping incaricata dei controlli, abbia parlato prima.
27 settembre 2007