Doping, nuove analisi sulle Olimpiadi: 6 atleti positivi, c'è anche Rebellin La bomba ad orologeria ha iniziato il suo conto alla rovescia a gennaio, quando sono iniziate le indagini suppletive sui campioni prelevati durante le olimpiadi di Pechino, ma ha finito per esplodere ieri,quando il Cio ha annunciato di aver trovato positivi al Cera, Epo di terza generazione, sei atleti che erano sfuggiti ai primi controlli.
C’è anche un azzurro nella lista: è Davide Rebellin. Il 37enne veneto, fresco vincitore della Freccia Vallone, aveva conquistato in Cina l’argento nella prova su strada. Rebellin, come tutti gli atleti che facevano parte della spedizione azzurra a Pechino, aveva firmato un giuramento col quale si impegnava a rifiutare qualsiasi pratica illecita in violazione del regolamento antidoping Wada ed il Coni ha confermato di aver trasmesso gli atti alla procura antidoping per gli accertamenti.
La vicenda ha avuto inizio a ottobre scorso, quando il Cio ha annunciato che campioni di liquidi organici prelevati durante le scorse Olimpiadi sarebbero stati sottoposti a nuove analisi che, attraverso nuovi metodi di ricerca, avrebbero rilevato l’eventuale presenza di Cera e di insulina. Dalle 948 verifiche sono emerse sette casi, quindi un atleta è risultato positivo in due occasioni. Da indiscrezioni emerge che due sono atleti medagliati di cui uno, uomo, ha vinto l’oro nell’atletica leggera. Ci sarebbero altri due casi nell’atletica, due nel ciclismo e uno nel sollevamento pesi.
28 aprile 2009
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