spy sport
SPY Sport - di Adriano Stabile
venerdì 3 settembre 10 - 18:12
Per la pubblicità su questo sito | CANALE DEL NETWORK DA 40 MESI   


Canale del network: Sport 
 
  Home | Doping | Approfondimenti | Storia | Documenti | Tifo Email | spysport di Adriano Stabile
  Doping
  Approfondimenti
  Storia
  Documenti
  Tifo


Cerca nel sito


Speciale network

Pubblicità su internet
Network nanoeditori indipendenti


Canali news nel network
sugli argomenti

 

Doping, Piepoli racconta il suo calvario: "Non fate come me"

«Non dopatevi perchè calpestate la vostra coscienza e dignità. Per sempre». È uno dei passi più significativi dell'intervista rilasciata da Leonardo Piepoli alla Gazzetta dello Sport. Lo scalatore italiano, positivo all'epo Cera al Tour de France 2008, si avvia verso una squalifica di due anni e la fine della carriera.

Ecco le sue parole alla Gazzetta dello Sport:

- Piepoli, perchè si è dopato? «Giro d'Italia, cado giù dal Falzarego, mi fratturo quattro costole, abbandono. Da corridore sono caduto tanto, fatto male tanto, ripartito sempre. Ma stavolta è diverso: ci rimango da cani. Avvilito. Affranto. Non so perchè, ma è così».

- E allora? «In programma c'è la Vuelta. Posso riprendere con calma. Fermo due settimane, poi ricomincio ad allenarmi. Riccò mi chiede di andare con lui al Tour. L'idea mi affascina, mi sento adulato. Andrei per fare il mio solito lavoro: aiutare. Mi piace farlo se posso competere e dare il massimo. Mai stato avido: certe vittorie, io le ho regalate ai miei capitani».

- Così? «Un attimo di debolezza, follia, incoscienza. In fretta, in silenzio, in colpa. Neanche il tempo di chiedere un parere. Convinto da chi ti fa credere a quello cui di solito non credi: che chi ti batte lo fa, che tanto non ti prendono. Mi giustifico: lo faccio solo per tappare il buco di preparazione».

- Poi? «Momenti di normalità e altri di paura, angoscia, panico. Comincio piano, penso di andare in forma verso la fine, per l'Alpe d'Huez. Invece sottovaluto un pò la mia forma, un pò l'effetto del doping: i conti non mi tornano. All'Hautacam la combino grossa: vinco. Mi dico: «L'ho rubata. Cerco di difendermi: Una volta nella vita. E dopo tante sfortune».

- Invece? «Riccò positivo, squadra ritirata. La fine».

- Perchè non confessa subito? «Mi crolla il mondo addosso. Ho cominciato a correre a 9 anni. Prima divertimento, poi passione. Quello che ti fa andare avanti non sono soldi o gloria, farmaci o chimica: solo passione. Per correre sono andato via di casa da ragazzino. Sono stato junior in Piemonte, abitavo da un marito e una moglie di origini umili ma che ce l'avevano fatta, erano diventati imprenditori, e senza imbrogliare. Con loro ho imparato che il principio è si può fare».

- Sempre? «L'ambiente è determinante. Da junior, prima di una cronoscalata, una persona mi propone una pastiglia di caffeina. Chiedo al direttore sportivo. Mi fa: Non prendere niente. Se prendi questa oggi, continuerai a prendere«. Non prendo quella, non prendo altro».

- Pensa di essere creduto? «Chi non mi conosce potrà sempre credere o sospettare che mi sia sempre dopato. Ho la religione del ciclismo, il culto dell'allenamento, il gusto del sacrificio, il piacere della fatica. Svegliarsi, guardare il tempo, aspettare che finisca di piovere o nevicare e uscire, o uscire lo stesso. Fare, rifare: la salita della Madonna della Guardia del Giro 2007 l'ho provata in 7 uscite, e l'ottava l'ho ripetuta tre volte. Ma non posso chiedere di essere creduto. Ed è quello che mi deprime di più. Dopo il Giro 2007, in un supermercato, una mamma fa al suo bambino: Vedi, lui è quello che ci ha riempito i pomeriggi alla tv. Mi dispiace, terribilmente, per gente così».

- Compagni? Colleghi? «Li ho traditi. Eros Capecchi faceva due ore di macchina da Arezzo a La Spezia per allenarsi con me, perchè io gli insegnassi come allenarsi, facevamo 6-7 ore, gli ripetevo che bastano passione e sacrificio, lui in più ha anche talento, lo obbligavo a fare ripetute in salita, poi si faceva altre due ore di macchina per tornare a casa. Eros non si è più fatto vivo, ma lo capisco. Penserà: io mi tiravo il collo e lui si dopava. Non è così, ma non posso pretendere di essere creduto».

- Alla Procura antidoping? «Quello che dovevo dire era già nelle analisi. Bastava presentare una memoria scritta. Mi hanno chiesto chi mi avesse dato il Cera. Se fosse servito ad aprire una nuova inchiesta, a fare luce su un traffico, avrei fatto nomi. Ma non era così. Ci sono voluto andare perchè rispetto il Coni: da piccolo correvo con una maglia celeste e una bici della Federazione italiana. A casa ho incorniciato un assegno, premio per un piazzamento da allievo, mai incassato: 4.500 lire, ma per me un valore inestimabile».

- Due anni di squalifica. «Meglio che me ne avessero dati 4 o 6. O la radiazione. A 37 anni, con una moglie e un figlio, quello che ho fatto è ingiustificabile».

- Morale? «Dire non dopatevi perchè non serve è inutile, non funziona, non ha mai funzionato. Io dico: Non dopatevi perchè calpestate la vostra coscienza e dignità. Per sempre».

- Piepoli, chi è oggi? «Un giorno ricevo una telefonata. "Dove sei?". Rispondo: "Mi sto allenando". Mi correggo: "No, vado in bici". Sono un ex ciclista. Sono un uomo che ha sbagliato, che non può più inseguire i suoi sogni di corridore nè di futuro allenatore di ragazzi. Anche se, con tutto quello che ho fatto, sofferto e capito, potrei essere un insegnante più vero, più leale, più convincente».

7 gennaio 2009





Commenti e opinioni

Scrivi il tuo commento sulla pagina
'Doping, Piepoli racconta il suo calvario: "Non fate come me" '


Il tuo nome (facoltativo)


Contatti

Per contattare la redazione del sito Spysport scrivere all'indirizzo email spysport@libero.it



Link di approfondimento

Doping - Piepoli - racconta - calvario - fate - come -

Link utili per approfondire il tema Ciclismo Piepoli Approfondimenti

Segnala un sito/link di approfondimento
 

Per la Pubblicità internet su questo network

CICLISMO

Altre pagine
sugli argomenti




Newsletter
Focus 01/09/2010
La morte di Fignon, l´ultima testimonianza: Non so se è colpa del doping

31/08/2010
Ciclismo, Fignon muore a soli 50 anni: fece uso di anfetamine e cortisone

24/08/2010
Doping, Petacchi in procura: Ho risposto a tutte le domande

23/08/2010
Il dramma della Fiorentina anni ´70, archiviate per prescrizione due inchieste

17/08/2010
Doping, ridotta a 4 anni la squalifica a Da Ros: Lascio ugualmente il ciclismo

L'occhio indiscreto sui mali dello sport


 Network News III
03/09/2010
Isola di Skiathos

03/09/2010
CACCIA IN MOLISE. IL TAR HA BLOCCATO IL PROVVEDIMENTO DELLA GIUNTA REGIONALE.

Network videonews

Tutte le videonews


Archivio news: 2010/09 - 2010/08 - 2010/07 - 2010/06 - 2010/05 - 2010/04 - 2010/03 - 2010/02 - 2010/01 - 2009/12 - 2009/11 - 2009/10 - 2009/09 - 2009/08 - 2009/07 - 2009/06 - 2009/05 - 2009/04 - 2009/03 - 2009/02 - 2009/01 - 2008/12 - 2008/11 - 2008/10 - 2008/09 - 2008/08 - 2008/07 - 2008/06 - 2008/05 - 2008/04 - 2008/03 - 2008/02 - 2008/01 - 2007/12 - 2007/11 - 2007/10 - 2007/09 - 2007/08 - 2007/07 - 2007/06 -
  portale di Adriano Stabile (SPY) pagina pubblicata in 1 secondi
  portale di Adriano Stabile |
Note Legali: questo sito web è di proprietà di Adriano Stabile a cui va la piena e unica responsabilità dei contenuti testuali e grafici pubblicati sul sito - email spysport@libero.it -
dati e generalità del proprietario del presente dominio sono disponibili pubblicamente presso l'ente internazionale di registrazione domini.
Alcune foto presenti sul sito sono state prese da Internet e quindi valutate di pubblico dominio
Per chiedere la rimozione di foto o contenuti scrivere alla redazione del sito - Il network a cui il sito è affiliato non è responsabile dei contenuti pubblicati sui singoli siti.