Dopo Garritano ecco un altro caso di leucemia nel calcio: il racconto di Mannarelli Dopo l’intervista di Salvatore Garritano, che ha raccontato come la sua leucemia potrebbe essere causata dall’assunzione di sostanze durante la carriera da calciatore, il pm di Torino Raffale Guariniello si è mosso e presto potrebbe sentire l’ex giocatore del Torino. Il magistrato vuole vederci chiaro proprio per la militanza di Garritano nella squadra granata. Il Torino, con il Genoa, l’Inter, la Fiorentina, il Pisa e la Sampdoria, è una di quelle squadre i cui giocatori hanno avuto maggiori problemi di salute.
Garritano, in un intervista al Quotidiano della Calabria di un paio di giorni fa, ha raccontato la sua malattia: «Alcuni medici mi hanno detto che la mia leucemia potrebbe essere dovuta a quello che ci iniettavano quando giocavamo. Nel corso della mia carriera io, come tutti i miei compagni (e questo accadeva in tutte le squadre), venivo sottoposto a punture. I medici dicevano che era Micoren, ma io in realtà non sapevo di cosa si trattava».
Garritano è entrato nel dettaglio: «Poteva essere qualsiasi cosa e magari la società nemmeno lo sapeva. E poi parecchi miei compagni, oppure calciatori di altre squadre, sono morti in circostanze sospette, altri si sono ammalati. Su questo c’è anche un’inchiesta di Guariniello. Qualcuno mi aveva consigliato di denunciare la questione, ma io non l’ho fatto perché non sono un bandito che vive sulle spalle degli altri. Però forse sarebbe stato meglio farlo. Io mi ritengo un danneggiato, sono stato sottoposto a biopsia ossea e potrei avere bisogno della chemioterapia».
Intanto è spuntato fuori un altro caso di leucemia per un ex calciatore: è Gianfranco Mannarelli, bomber con una lunga e proficua carriera in Serie C e oggi direttore sportivo della Virtus Latina Calcio. Mannarelli è stato scovato dal quotidiano Il Tempo perché compagno di squadra di Garritano nel Latina, stagione 1987-88, in Serie C2 girone C. Mannarelli, che oggi ha 47 anni, dopo un auto trapianto di cellule staminali e 12 mesi di chemioterapia, sta meglio: «Ho superato la fase più difficile e ora continuo ad effettuare dei controlli periodici – afferma – la leucemia è una malattia di cui non si conosce bene l’origine, ma ora si può combattere grazie alla ricerca».
Due anni difficili, in cui ha pensato solo a curarsi. «Spero di portare la mia testimonianza a Salvatore (Garritano, n.d.r.), sto cercando di contattarlo - continua l’ex attaccante del Latina – so cosa vuol dire combattere contro questo male, bisogna lottare». Sull’eventualità che la leucemia possa essere dovuta all’uso eccessivo di farmaci durante la carriera da calciatore Mannarelli è cauto: «Siamo nel campo delle ipotesi. Al Policlinico Gemelli mi hanno detto che non c’è una certezza su questo legame. Prendevamo antinfiammatori e cardiotonici, come oggi».
L’alto numero di giocatori afflitti da questa malattia ha però spinto, sia la magistratura che un pool di avvocati a fare indagini sulla questione. «Se fosse vero – chiude l’ex bomber - ci hanno rubato la vita».
20 settembre 2007
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