Due anni e tre mesi di carcere a un tifoso della Juve per lancio di bomba carta
Due anni e tre mesi aveva chiesto la pubblica accusa, rappresentata in aula al pubblico ministero Giuseppe Ferrando. Due anni e tre mesi è la pena stabilita, a conclusione del processo per direttissima, terminato ieri mattina. Fabio Franzè, 26 anni, tifoso della Juventus, è stato condannato perché prima dell’ultimo derby con il Torino tirò una bomba carta contro un carabiniere e un cane addestrato e poi fece resistenza alle forze dell’ordine, spalleggiato da altri hooligan scalmanati e agguerriti.
Era tornato fuori dallo stadio Olimpico dopo aver scontato tre anni di Daspo, il divieto di accesso agli impianti sportivi applicato dalla questura agli ultrà violenti. Venne identificato subito e arrestato da personale in borghese della Digos, all’angolo tra via Filadelfia e via Agnelli. Aveva addosso, al momento del fermo, altri due ordigni esplosivi. Anche nel 2004 era stato bloccato, e diffidato, per il lancio di petardi. Ammesso agli arresti domiciliari, dopo le manette, ora ricorrerà in appello. Lo ho annunciato, al termine della direttissima, il legale che lo assiste, l'avvocato Silvia Navone.
13 maggio 2008