Ecco la lettera confessione di Marion Jones: Ho mentito perché avevo paura Ecco, in italiano, la lettera che Marion Jones ha scritto per rendere pubblica la sua confessione di aver fatto uso di doping:
Alla mia famiglia e ai miei amici più cari. Mi auguro che questa mia lettera Vi trovi tutti bene. So che qualcuno di Voi si starà chiedendo dove sono le foto che quasi sempre invio con gli allegati. Sfortunatamente questa non è quel tipo di lettera. Scrivo a Voi tutti per precisi motivi.
Il primo è molto semplice: Vi voglio bene. La prossima settimana accadranno cose delle quali desidero veniate a conoscenza PRIMA e direttamente da me. Ve lo meritate perché siete sempre stati con me sin dall’inizio. Mi avete sostenuta nelle molte battaglie della mia vita e avete continuato a farlo fino ad oggi. E’ giusto che voi sappiate di Marion da Marion e non da Usa Today o dalla CNN.
Il secondo motivo è perché desidero finalmente liberarmi del pesante fardello che gravava su di me da molto tempo. Intendo condividere con Voi tutta la mia umanità, il fatto di aver commesso errori, aver preso decisioni sbagliate e ricevuto profonde ferite e sopportato grandi dolori. Desidero che Voi tutti sappiate che sono stata io a costruire quello che pensavo fosse un muro inespugnabile, che mi proteggesse dalla malignità e dalla perfidia di fatti e persone. Malauguratamente, così facendo, ho aumentato la distanzada chi mi voleva bene, rendendo a volte impossibile qualsiasi contatto.
Voglio che sappiate che di ciò chiedo scusa a tutti Voi. Mi auguro che un giorno non lontano Voi possiate comprendere il motivo del mio comportamento. Non sto cercando giustificazioni, vorrei semplicemente aiutarVi a capire perché nel corso della mia vita mi sono comportata in un certo modo. Premesso ciò, mi rendo conto della necessità di essere chiara ed onesta nei Vostri confronti su alcuni fatti che hanno interessato la mia vita.
Non cercherò di indorare la pillola, sono fatti realmente accaduti e per troppo tempo ho aggirato la verità.
Come molti di Voi ben sanno non sono il tipo che si perde in chiacchiere, dunque in questa lettera andrò subito al punto focale: il 5 ottobre 2007, mi dichiarerò colpevole di aver mentito in due occasioni agli agenti federali. Venerdì 5 ottobre andrò a New York, dove incontrerò mia madre e rientrerò ad Austin il pomeriggio successivo. Ora cercherò di essere più precisa.
Nel 1999, il mio allenatore Trevor Graham mi aveva fornito degli integratori nutrizionali. In particolare una sostanza che chiamava "olio di semi di lino". Mi aveva spiegato di assumere questo integratore lasciando cadere alcune gocce sotto la lingua e di deglutirle e che era necessario integrare la mia dieta con questa sostanza per poter raggiungere una buona forma atletica. Io, purtroppo, non gli posi mai domande al riguardo. Avevo completa fiducia in lui e nemmeno per un attimo pensai che avrebbe potuto mettere a repentaglio la sua e la mia stessa carriera. Mi disse, appunto, di prenderne alcune gocce tenendole per qualche secondo sotto la lingua e di deglutire.
Mi diede questo prodotto nelle stagioni agonistiche 1999 e 2000. Nel 2001, iniziai a notare un certo cambiamento nel mio stato di salute, nella capacità di recupero dalla fatica, nel livello di energia. Durante gli allenamenti di routine, avvertivo una stanchezza diffusa. A quel tempo attribuii il cambiamento alla spossatezza per le Olimpiadi ecc.
Fu solo quando lasciai Trevor, alla fine del 2002, che iniziai a chiedermi se lui mi avesse dato qualcosa per potenziare le mie prestazioni. Ripensandoci a mente fredda, avrebbero dovuto accendersi nella mia testa delle spie di allarme quando lui mi chiese di non riferire a nessuno dei nostri allenamenti e del programma di integrazione. A quel tempo la logica mi diceva che sarebbe stato meglio non fornire informazioni su quel che facevamo, per evitare di dare qualsiasi vantaggio agli avversari.
Nel 2003 fui interrogata dagli agenti federali sullo scandalo Balco. Per chi di voi non ne fosse a conoscenza, Balco era il nome di una società che forniva integratori nutrizionali e steroidi agli atleti tramite il proprietario signor Victor Conte. In rete si trovano tutte le informazioni in dettaglio. Nell’interrogatorio gli agenti federali mi fecero parecchie domande riguardo un mio possibile coinvolgimento con Balco o con Victor Conte. Vi furono in particolare due domande che mi condussero in parte ai guai nei quali mi trovo oggi.
Gli agenti mi chiesero se avessi mai visto una certa sostanza chiamata Clear, e me la mostrarono. A quel tempo avevo sentito parlare di quello steroide chiamato Clear, ma non l’avevo mai visto, o almeno così pensavo. Era il frutto dell’inventiva di Victor Conte.
Quando mi fu mostrata la sostanza, la riconobbi immediatamente come l’integratore che Trevor Graham mi aveva fornito e al quale aveva fatto riferimento come olio di semi di lino e in quell’istante mi resi conto che lo avevo assunto per circa due anni. Fui presa dal panico e dissi agli agenti che non avevo mai visto prima quella sostanza. Mentivo. In realtà l’avevo già vista ma mi era stata presentata sotto un altro nome.
Gli agenti conclusero l’interrogatorio chiedendomi se avessi mai assunto sostanze per potenziare le prestazioni atletiche, i PED (performance enhancing drugs), come li chiamerò nel resto della mia lettera. Dissi loro di non aver mai assunto PED in tutta la mia carriera. Prima di quell'interrogatorio, prima di vedere il Clear avrei potuto fare questa affermazione in tutta onestà ed è vero, non ho mai assunto sostanze illecite consapevolmente.
Ciò nonostante quando mi mostrarono il Clear e mi dissero che si trattava effettivamente di un PED, capii che ciò che mi era stato dato e che avevo preso era una sostanza illecita e mentii. Mentii per vari motivi. Mentii perché fui presa dal panico. In quel momento mentii anche per proteggere il mio allenatore. Mentii per difendere tutte le persone per le quali avevo lavorato così duramente in tutta la mia vita e la mia carriera. Infine mentii anche per salvare me stessa. Era una cosa incredibilmente stupida da fare.
Decisi di infrangere la legge e devo assumerne tutta la responsabilità. Tutto ciò accadde dopo che i miei legali mi avevano più volte chiaramente avvertita di essere totalmente sincera con gli agenti.
Questa è la prima imputazione per la quale mi dichiarerò colpevole venerdì prossimo. Come Voi tutti potete immaginare, la notizia sarà in prima pagina ed è per questo che, come ho già detto all’inizio della mia lettera, volevo che sentiste da me la verità.
Per quanto concerne il secondo capo d’imputazione, vale a dire l’aver mentito a un agente federale. All’inizio del 2006 fui querelata a New York per un assegno falso in un’indagine su un caso di falsificazione. Fui chiamata a render conto di un assegno di 25.000 dollari che era stato versato sul mio conto nel 2005, e che sembrava risultare tra gli assegni falsi. Mi fu chiesto se sapevo qualcosa di quell’assegno. Risposi di no, ma mentivo!
Era successo che Tim Montgomery, padre biologico di Monty, mi aveva consegnato l’assegno nel 2005 dicendomi che proveniva dalla vendita di un automezzo restaurato di sua proprietà e che andava a saldare in parte l’importo di 50.000 dollari che gli avevo prestato per le spese legali nel 2004. L’autorità governativa ritiene che sin dall’inizio io fossi a conoscenza che si trattava di un caso di contraffazione e che sapevo si trattava di un assegno falso. Non è così.
Di nuovo fui presa dal panico. Mentii perché volevo proteggere il padre di Monty. Nonostante la nostra relazione fosse finita, non intendevo creargli dei guai o farlo finire in carcere. Infine volevo proteggere me stessa. Non volevo che il mio nome fosse associato a questa faccenda. Volevo restarne per quanto possibile al di fuori. E mentii. Non sto inventando delle scuse per quanto ho fatto. Vorrei solo che mi capiste, anche se questo mentire per la seconda volta a un agente federale appare un po’ bizzarro.
Ed eccoci ad oggi. Le due cause, Northern District della California e Southern District di New York, verranno presiedute da un Giudice, a New York, in quella che viene definita una risoluzione globale. La sentenza verrà emessa tra circa 3 mesi, più o meno all’inizio di gennaio. Per un caso simile si prevedono da 0 a 6 mesi di carcere.
Sebbene sia estremamente difficile per me concepire la possibilità di un allontanamento dalla mia famiglia per un qualsiasi periodo di tempo, non resta che rimettermi nelle mani del Signore augurandomi che questo orribile capitolo della mia vita, abbia termine al più presto. Volevo che Voi sapeste tutto questo e che non restaste sorpresi aprendo il giornale o accendendo il computer la prossima settimana. Meritate molto più di tutto ciò.
I prossimi mesi saranno molto duri per me e per la mia famiglia, e per tutti Voi. Nonostante tutto ciò ci tengo che sappiate che grande sollievo già provo nell’essere finalmente riuscita a dire la verità, per quanto cruda possa essere.
Desidero scusarmi con Voi per tutto questo. Sono addolorata per averVi trascinato in tutto ciò quando Voi siete sempre stati presenti per me. Voglio scusarmi con Voi in anticipo per le domande che Vi verranno fatte su di me e sui nostri rapporti. Infine mi spiace di averVi in qualsiasi modo deluso. Non era nel mio intento ferirVi.
Mi auguro un giorno di riuscire ad affrontare con Voi e con il mondo intero, le mie battaglie per certi fatti della mia vita. Così come intendo poter utilizzare la mia storia per aiutare in modo diretto, per motivare e forse spronare i giovani a decidere per la propria vita in modo migliore. Mi affido alle Vostre preghiere. con tutto il mio affetto,
Marion
(Traduzione curata dalla Gazzetta dello Sport)
07 ottobre 2007
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