Fabio Capello indagato per evasione fiscale dalla Procura di Torino
Il commissario tecnico della nazionale inglese Fabio Capello, ex allenatore della Juventus, è nel registro degli indagati alla Procura di Torino per frode fiscale. Lo confermano fonti giudiziarie. L'apertura dell'indagine risale a circa un anno fa. L'inchiesta, che ha già portato a una perquisizione con l'acquisizione di documentazione, è stata aperta lo scorso giugno e si riferisce ad alcuni presunti compensi non dichiarati da Capello ai tempi della sua permanenza a Roma e a Torino.
Al nuovo commissario tecnico dell'Inghilterra vengono contestati dei guadagni frutto di alcune sponsorizzazioni che sarebbero stati dirottati su società estere. Il figlio dell’allenatore, Gianfilippo, che di professione è avvocato, in una intervista alla BBC ha cercato di sminuire la vicenda: «Si tratta di accertamento fiscale, scaturito da controlli sui bilanci della Juventus. E’ una investigazione sulla posizione di mio padre ed è la stessa che sta riguardando molte personalità del mondo dello sport, e non solo, in questo momento. Si vuole soltanto sapere come mio padre è stato pagato, ma siamo fiduciosi e sicuri che tutto si chiarira».
L'inchiesta della Procura di Torino è stata avviata in seguito a una segnalazione da parte dell'Agenzia delle entrate che riferiva di pagamenti fatti a Capello da parte di sponsor "estero su estero", cioè versati ad alcune società che l'allenatore ha costituito in Lussemburgo.
Tutti i principali siti dei media britannici hanno subito ripreso la notizia dell'iscrizione di Fabio Capello nel registro degli indagati della Procura di Torino. Dalla BBC a SkyNews, tutti le edizioni on line hanno annunciato la notizia con una “breaking news” (notizia urgente), così come l'agenzia di stampa Reuters che ha fatto un flash.
«Il nuovo ct inglese Fabio Capello è indagato per frode fiscale in Italia - scrive la BBC - ma la Football Association (la Federazione calcio inglese, n.d.r.) è fiduciosa che non sarà incriminato». In passato Capello era già finito nell’occhio del ciclone ai tempi in cui aveva spostato la propria residenza a Campione d'Italia, enclave italiana in terra svizzera.
16 gennaio 2008